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Il Trauma Infantile Rappresenta Un Importante...


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119 risposte a questa discussione

#1 Zac

Zac

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Inviato 14 luglio 2009 - 12:40:35

Il trauma infantile rappresenta un importante fattore di rischio per la sindrome da fatica cronica


Lunedì 13 Luglio 2009

Il trauma infantile sembra essere un importante fattore di rischio per la sindrome da fatica cronica.
L’evidenza che origina dalle neuroscienze dello sviluppo suggerisce che le esperienze dell’infanzia hanno un ruolo fondamentale nella programmazione dello sviluppo dei sistemi regolatori implicati nella patofisiologia della sindrome da fatica cronica, incluso l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.
Tuttavia, il contributo del trauma infantile alla disfunzione neuroendocrina nella sindrome da fatica cronica rimane ignoto.

Un gruppo di Ricercatori statunitensi ha condotto uno studio per confermare la relazione tra trauma infantile e rischio di sindrome da fatica cronica e per valutare l’associazione tra trauma infantile e disfunzione neuroendocrina.

Lo studio caso-controllo ha interessato 113 persone con sindrome da fatica cronica e 124 controlli identificati da un campione della popolazione generale di 19.381 adulti residenti in Georgia, negli Stati Uniti.

Le principali misure di esito erano le informazioni riportate dagli stessi soggetti su traumi infantili ( abusi sessuali, fisici ed emozionali; abbandono emozionale e fisico ), psicopatologia ( depressione, ansia e disturbi da stress post-traumatico ) e risposta del cortisolo salivare al risveglio.

I soggetti con sindrome da fatica cronica hanno mostrato livelli significativamente più alti di traumi infantili e sintomi psicopatologici rispetto ai soggetti di controllo.

L’esposizione al trauma infantile è stata associata a un aumento del rischio di sindrome da fatica cronica di 6 volte. L’abuso sessuale, quello emozionale e l’abbandono emozionale sono risultati i fattori più efficaci per discriminare i casi di sindrome da fatica cronica dai controlli.

È stata osservata una relazione tra i livelli di esposizione e il rischio di sindrome da fatica cronica.
Questo rischio trasmesso dal trauma infantile è ulteriormente aumentato dalla presenza di sintomi da disturbo da stress post-traumatico.

Solo i soggetti con sindrome da fatica cronica e con esposizione a trauma infantile, ma non quelli con sindrome da fatica cronica e senza esposizione, hanno mostrato concentrazioni inferiori di cortisolo salivare dopo il risveglio rispetto ai soggetti di controllo.

In conclusione, questi risultati confermano che il trauma infantile rappresenta un importante fattore di rischio per la sindrome da fatica cronica.
Inoltre, la disfunzione neuroendocrina tipica della sindrome da fatica cronica, sembra essere associata a trauma infantile. ( Xagena Medicina )

Fonte: Arch Gen Psychiatry, 2009

Zac
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"In medicina tutto quello che è sconosciuto è malattia mentale" (...)
"Una delle malattie più diffuse è la diagnosi." (Karl Kraus)
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#2 Falco

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Inviato 15 luglio 2009 - 00:04:06

sto pensando molto serialmente che qualcuno c'ha fatto 'na fattura

#3 Incavolato

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Inviato 15 luglio 2009 - 00:15:21

l'unica cura è quindi costruire una macchina del tempo,ritornare neonati e mettersi in un campana di vetro.

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#4 lightmoon

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Inviato 15 luglio 2009 - 07:39:43

Allora tutti quelli che hanno sofferto nella vita potrebbero soffrire di cfs??
Per quanto mi riguarda ho avuto un infanzia meravigliosa eppure sono nello stadio grave della malattia..
Magati ho sofferto in qualche vita precedente.. ;)

#5 nessunnome

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Inviato 15 luglio 2009 - 11:26:26

a me non frega niente che i ricercatori perdano tempo e soldi per niente!avessero almeno valutato se risolto il conflitto post-traumatico (tipo Hamer e nuova medicina) ci fossero stati miglioramenti!?no, solo verificare se ci sono stati traumi che poi è una ca**ata xkè il trauma lo fa l'animo, anche per un non nulla, non la situazione in sè!!e poi, avessero studiato le variazioni fisiche date da un trauma, invece si fermano sul fatto psicologico, che è come dire curo il raffreddore da cambiamento climatico (stress) ripensando al giorno che ho preso freddo e sconfiggendo quel freddo!!!insomma devono ancora capire che il fatto psicologica è energia, e più, energia fatta materia (malattia)!!!
non ne posso più sono nauseata dall'ignoranza che ci avvolge!lo vedo nel piccolo...lo sento nel grande..l'unica è fare i rivoluzionari o gli asceti..ma stare a confrontarmi con la cacca sono stanca!!mi riferisco a chi lavora con il sedere per interessi di parte sia economici, sia di principio (sicuramente saranno stati psicologi, amici di cassano e simili, a voler fare tale inutile ricerca sui traumi infantili)...li facessero su chi ha un tumore, una sclerosi multipla o ecc. vorrei vedere!non hanno nemmeno le basi della scientificità quelli, che già ha rivelato in ogni caso, pur essa, i suopi limiti!!
siamo esseri imperfetti, in un mondo imperfetto, inutile...ma si prova..finchè mi stancherò e farò come 20anni fa..lascerò perdere!e tra 10 anni, magari, di fronte, a nuove scoperte, spererò di trovare una soluzione..ma non so se la saggezza dell'inizio della vecchiaia mi porterà a preferire di non avere altre delusioni..

#6 Falco

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Inviato 15 luglio 2009 - 15:43:25

questi studi potrebbero benissino finanziarli le assicurazioni private o le

multinazionali del farmaco (psicofarmaco),le uniche oltre agli stati nazionali dove

la sanità è pubblica ,ad avere interesse a non far venir fuori la verità .

però bisogna ammettere che se questa conclusione fosse stata studiata è

stata studiata molto bene, perchè certamente potrebbe soddisfare tutti quei

malati i quali desiderano ,quasi come la guarigione, il riconoscimento ,da parte

di familiari, medici ,società , della loro "malattia non immaginaria" e devo dire

che in parte ci tocca tutti :o

pensate a quanti integratori e psicofarmaci potrebbero vendere nei prossimi

anni e a quante pensioni e contributi risparmiati se pazienti e medici

credessero a queste cose. oh per carità tutto può essere ,

magari il campione di pazienti analizzato a questo portava ma

io non mi fido e mi pare tanto un fare da falsi astrologi , ti dicono che sei :un tipo sensibile, che ami la giustizia e la verità, che in passato hai sofferto ma che ci saranno buone novità sia in campo lavorativo che in quello sentimentale .

tutte cose che si potrebbero dire al 99% delle persone.

#7 vivolenta

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Inviato 15 luglio 2009 - 16:41:20

usassero meglio i pochi soldi ....magari per qualche ricerca sui trattamenti.....lo
Meglio cinghiale che pecora

#8 ossiros

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Inviato 15 luglio 2009 - 19:28:32

:lol: E te pareva che non dovevano associare le malatie con traume e paure. Cosi hanno belle finito di ricercare. Tutti i CFS sono stati poverini traumatizzati :o ma chi l'ha inventato :angry: ed uguale a quando dicevano che la terra era piatta :lol:
ma quante capperate possono inventare per imbottire la gente di psicofarmaci :lol: sai quanto guadagnano.
pensa che devo prendere i sonniferi ed il flexiban ogni mesi e non me le passa la mutua perché boh!!!! Forse il fatto che non riesco a raggiungere la fase piu importante non se ne frega nessuno. Ed io pagoooooooooooooooooo!!!
ciao.marianne

#9 cri68

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Inviato 16 luglio 2009 - 00:17:57

sono convinta che nella Fm il trauma ha un peso notevole, soprattutto il trauma infantile, da bambini nn si ha la forza e la capacità di superarlo.....molte volte un trauma(tipo una violenza sessuale,una violenza fisica , una violenza causata dalla morte di una persona cara,ecc ) si tende addirittura a nasconderlo anche ai propri genitori,forse x paura forse chissà per cosa? mah? alla fine il bambino lo metabolizza come una sua colpa e se lo tiene dentro senza superarlo MAI, il corpo nel arco della vita da dei campanelli d'allarme ma presi dalla nostra vita frenetica non vengono ascoltati....ed il coprpo comincia una autodistruzzione...sommando tante cause e "dolori" "fatiche" diciamo "normali" della vita si accumula e basta poi una scintilla, un momento di debolezza maggiore, un virus ( ad esempio io ho avuto la varicella 8 anni fa e da allora ho la" compagna di nn vita" ) una malattia un dolore più forte ecc ecc per aprire le porte alla fibromialgia... :angry: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:
tornando al trauma....bè in molti casi sono i genitori stessi, la maggior parte delle volte nn volontariamente....conosco anche persone che la violenza o sessuale o fisica ( prendeva un sacco di botte) l'hanno subita da un famigliare quindi immaginate un po' che trauma.....

vabbè, magari x qualcuno ho detto un sacco di fesserie.....io sono convinta di questo magari xchè ho cominciato un percorso basato su queste "convinzioni" e magari mi ricrederò se nn dovesse funzionare boh!,
aggiungo che sono fermamente convinta che le nostre patologie NON SONO INVENTATE NE VENGONO DALLA DEPRESSIONE... :o
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Le mie compagne di "NON VITA ":Fibromialgia primaria diagnosi fatta nel 2004 sintomi:
astenia ingravescente,tremori agli arti superiori,parastesie agli arti inferiori,mialgie diffuse, facile affaticabilità, colon irritabile.
Durante gli accertamenti x la diagnosi definitiva abbiamo scoperto: extrasistolia ventricolare frequente con insufficienza mitralica, faringite cronica dovuta all'ernia iatale, modesta sclerosi della sincrodosi sacro iliaca sx e cervicodiscoartrosi C5-C6...A L4-L5 lieve protusione circonferenziale del disco senza effetti compressivi in sede intraspinale...tiroide autoimmune...
A L5-S1 protusione del disco in sede centrale paracentrale di sn
In cura con antidepressivo (usato come inibitore/ricaptatore della serotonina) citalopram da 20mg, miorilassanti,antiinfiammatori e antidolorifici al bisogno...invalidità riconosciuta"SOLO"20%
13/03/2011aggiornamento da circa un anno e mezzo sto meglio i sintomi tipo asteniae tremori non li ho più e devo dire che ho anche molta meno affaticabilità!!!
Ho fatto "cure" alternative tipo reiki...stimolazione neurale..mediatazione...parlato con il MIO interiore e da febbraio riesco ad andare in palestra dove ho trovato un fisoterapista attento che mi fa fare esercizi "compatibili" con le mie patologie...
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#10 nessunnome

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Inviato 16 luglio 2009 - 13:05:06

sì Cri sicuramente sono la prima a credere nel legame mente/corpo..ma io no accetto il fatto che le ricerche le facciano solo per patologie di cui non si sa ancora l'eziologia, invece di farle proprio in quelle in cui c'è...sicuramente scoprirebbero che la percentuale di malati/traumatizzati è pressochè uguale, ci scommetto!così sarebbe scientifiico il fatto che ogni patologia ha origine "psichiche o interiori"...l'ha ben scoperto e reso scientifico Hamer con tanto di cura!..vuoi vedere che non possono farlo altre ricerche mondiali!..ma non vogliono!qs è il problema!siccome non sanno come prendere i soldi da Noi malati cronici (che non abbiamo un farmaco preciso su cui far business), mal che vada, stanno pensando bene di fare business con psicofarmaci e psicologi!

#11 cri68

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Inviato 17 luglio 2009 - 22:04:15

sì Cri sicuramente sono la prima a credere nel legame mente/corpo..ma io no accetto il fatto che le ricerche le facciano solo per patologie di cui non si sa ancora l'eziologia, invece di farle proprio  in quelle in cui c'è...sicuramente scoprirebbero che la percentuale di malati/traumatizzati è pressochè uguale, ci scommetto!così sarebbe scientifiico il fatto che ogni patologia ha origine "psichiche o interiori"...l'ha ben scoperto e reso scientifico Hamer con tanto di cura!..vuoi vedere che non possono farlo altre ricerche mondiali!..ma non vogliono!qs è il problema!siccome non sanno come prendere i soldi da Noi malati cronici (che non abbiamo un farmaco preciso su cui far business), mal che vada, stanno pensando  bene di fare business con psicofarmaci e psicologi!

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da quello che risulta a me, che anche sul forum reumamici se ne parla...tutte le malattie croniche che in qualche modo hanno a che fare con anticorpi , sindromi autoimmuni ecc, ecc viene sempre considerata anche la formula mente/corpo come la definisci tu...quindi io nn credo che ci sia solo il volere vendere psicofarmaci, anche xchè presi a bassi dosaggi come si usano nella Fm, non credo sia un businnes...credo invece che una miniera d'oro si aprirà x chi per primo scoprirà la cura ....
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13/03/2011aggiornamento da circa un anno e mezzo sto meglio i sintomi tipo asteniae tremori non li ho più e devo dire che ho anche molta meno affaticabilità!!!
Ho fatto "cure" alternative tipo reiki...stimolazione neurale..mediatazione...parlato con il MIO interiore e da febbraio riesco ad andare in palestra dove ho trovato un fisoterapista attento che mi fa fare esercizi "compatibili" con le mie patologie...
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#12 nessunnome

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Inviato 17 luglio 2009 - 23:51:53

tutte le malattie sono mente/corpo..tutte..ma va bene valorizzare la "psiche"...non va bene svalorizzare il "corpo"...
"mens sana in corpore sano...corpore sano in mens sana": biunivoco...estremamente complementari...energia fa materia...materia fa energia...e tutto si trasforma...speriamo in salute..ma è una guerra con la psiche/mente/karma, tanto una guerra con geni ereditati, intossicazioni acquisite, stili di vita che influenzano sia mente che corpo.
...passare su di una cruna di un ago...

#13 cri68

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Inviato 18 luglio 2009 - 14:14:40

sì Cri sicuramente sono la prima a credere nel legame mente/corpo..ma io no accetto il fatto che le ricerche le facciano solo per patologie di cui non si sa ancora l'eziologia, invece di farle proprio in quelle in cui c'è...sicuramente scoprirebbero che la percentuale di malati/traumatizzati è pressochè uguale, ci scommetto!così sarebbe scientifiico il fatto che ogni patologia ha origine "psichiche o interiori"...l'ha ben scoperto e reso scientifico Hamer con tanto di cura!..vuoi vedere che non possono farlo altre ricerche mondiali!..ma non vogliono!qs è il problema!siccome non sanno come prendere i soldi da Noi malati cronici (che non abbiamo un farmaco preciso su cui far business), mal che vada, stanno pensando bene di fare business con psicofarmaci e psicologi!

tutte le malattie sono mente/corpo..tutte..ma va bene valorizzare la "psiche"...non va bene svalorizzare il "corpo"...
"mens sana in corpore sano...corpore sano in mens sana": biunivoco...estremamente complementari...energia fa materia...materia fa energia...e tutto si trasforma...speriamo in salute..ma è una guerra con la psiche/mente/karma, tanto una guerra con geni ereditati, intossicazioni acquisite, stili di vita che influenzano sia mente che corpo.
...passare su di una cruna di un ago...


ciao, nessunome....non riesco a capirti mi sembra che mi sfugga qualcosa può essere?
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astenia ingravescente,tremori agli arti superiori,parastesie agli arti inferiori,mialgie diffuse, facile affaticabilità, colon irritabile.
Durante gli accertamenti x la diagnosi definitiva abbiamo scoperto: extrasistolia ventricolare frequente con insufficienza mitralica, faringite cronica dovuta all'ernia iatale, modesta sclerosi della sincrodosi sacro iliaca sx e cervicodiscoartrosi C5-C6...A L4-L5 lieve protusione circonferenziale del disco senza effetti compressivi in sede intraspinale...tiroide autoimmune...
A L5-S1 protusione del disco in sede centrale paracentrale di sn
In cura con antidepressivo (usato come inibitore/ricaptatore della serotonina) citalopram da 20mg, miorilassanti,antiinfiammatori e antidolorifici al bisogno...invalidità riconosciuta"SOLO"20%
13/03/2011aggiornamento da circa un anno e mezzo sto meglio i sintomi tipo asteniae tremori non li ho più e devo dire che ho anche molta meno affaticabilità!!!
Ho fatto "cure" alternative tipo reiki...stimolazione neurale..mediatazione...parlato con il MIO interiore e da febbraio riesco ad andare in palestra dove ho trovato un fisoterapista attento che mi fa fare esercizi "compatibili" con le mie patologie...
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#14 nessunnome

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Inviato 18 luglio 2009 - 21:10:59

facile...non so se qualcuno capisse, mi faccia sapere...

#15 romy

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Inviato 19 luglio 2009 - 01:54:58

Il trauma infantile rappresenta un importante fattore di rischio per la sindrome da fatica cronica


Lunedì 13 Luglio 2009

Il trauma infantile sembra essere un importante fattore di rischio per la sindrome da fatica cronica.
    L’evidenza che origina dalle neuroscienze dello sviluppo suggerisce che le esperienze dell’infanzia hanno un ruolo fondamentale nella programmazione dello sviluppo dei sistemi regolatori implicati nella patofisiologia della sindrome da fatica cronica, incluso l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.
    Tuttavia, il contributo del trauma infantile alla disfunzione neuroendocrina nella sindrome da fatica cronica rimane ignoto.

    Un gruppo di Ricercatori statunitensi ha condotto uno studio per confermare la relazione tra trauma infantile e rischio di sindrome da fatica cronica e per valutare l’associazione tra trauma infantile e disfunzione neuroendocrina.

    Lo studio caso-controllo ha interessato 113 persone con sindrome da fatica cronica e 124 controlli identificati da un campione della popolazione generale di 19.381 adulti residenti in Georgia, negli Stati Uniti.

    Le principali misure di esito erano le informazioni riportate dagli stessi soggetti su traumi infantili ( abusi sessuali, fisici ed emozionali; abbandono emozionale e fisico ), psicopatologia ( depressione, ansia e disturbi da stress post-traumatico ) e risposta del cortisolo salivare al risveglio.

    I soggetti con sindrome da fatica cronica hanno mostrato livelli significativamente più alti di traumi infantili e sintomi psicopatologici rispetto ai soggetti di controllo.

    L’esposizione al trauma infantile è stata associata a un aumento del rischio di sindrome da fatica cronica di 6 volte. L’abuso sessuale, quello emozionale e l’abbandono emozionale sono risultati i fattori più efficaci per discriminare i casi di sindrome da fatica cronica dai controlli.

    È stata osservata una relazione tra i livelli di esposizione e il rischio di sindrome da fatica cronica.
    Questo rischio trasmesso dal trauma infantile è ulteriormente aumentato dalla presenza di sintomi da disturbo da stress post-traumatico.

    Solo i soggetti con sindrome da fatica cronica e con esposizione a trauma infantile, ma non quelli con sindrome da fatica cronica e senza esposizione, hanno mostrato concentrazioni inferiori di cortisolo salivare dopo il risveglio rispetto ai soggetti di controllo.

    In conclusione, questi risultati confermano che il trauma infantile rappresenta un importante fattore di rischio per la sindrome da fatica cronica.
    Inoltre, la disfunzione neuroendocrina tipica della sindrome da fatica cronica, sembra essere associata a trauma infantile. ( Xagena Medicina )

    Fonte: Arch Gen Psychiatry, 2009

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La fibromialgia e altre sindromi funzionali: il trauma come probabile origine - Prima parte
A cura di Diego De Gottardi, psicologo e psicoterapeuta

Le ricerche e le esperienze fatte nella cura di alcune sindromi funzionali che troviamo raggruppate, come la fibromialgia, la PTSD, la fatica cronica, il colon irritabile, l'epicondilite e altre ancora, indicano che l'origine, a volte comune, di queste patologie sia da ricercare non di rado nell'evenienza di esperienze traumatiche.

La fibromialgia e le altre sindromi analoghe non si possono trattare alla stregua di disturbi di origine psicologica. Bisogna invece occuparsi, da subito, degli aspetti fisiologici e biologici legati al trauma e delle loro conseguenze, prima che diventino, con il tempo, anche psicologiche. Se non lavoriamo sul corpo e con quello che il corpo stesso indica non cogliamo l'essenza fisiologica del trauma. Le persone si sentono allora incomprese, non credute, giudicate negativamente, spesso umiliate, e quindi non aiutate.

La natura biologica del trauma

Le reazioni umane di fronte al pericolo sono in prima istanza istintive e biologiche e, in seconda istanza, psicologiche e cognitive. Rientrano in tre piani d'azione istintivi: la lotta, la fuga e l'immobilità, reazioni comuni a tutti i mammiferi. Quando percepiamo un pericolo, corpo e cervello entrano nel primo stadio di quel che va sotto il nome di "ciclo di risveglio/attivazione." I muscoli si tendono e cominciamo a cercare la causa di un possibile pericolo. Se localizziamo tale causa e percepiamo un pericolo reale, entriamo allora nella seconda fase. Mobilitati, corpo e cervello cominciano a produrre adrenalina e cortisolo, le due principali sostanze chimiche che ci forniscono l'energia necessaria per lottare o fuggire. Nel terzo stadio scarichiamo tale energia portando a compimento l'opportuna azione difensiva (vale a dire la lotta o la fuga). Il quarto stadio, finale, subentra quando il sistema nervoso, non più stimolato, ritorna ad uno stato di equilibrio.

Se siamo incapaci di lottare o fuggire e veniamo sopraffatti dall'entità che ci minaccia il nostro corpo istintivamente reagisce con il “congelamento" o immobilità. Questa manovra difensiva risponde a un duplice scopo: trarre in inganno l'aggressore facendogli perdere interesse e offrendo a noi la possibilità di scappare; e, secondariamente, non farci sentire dolore se venissimo feriti o uccisi. In stato di immobilità la coscienza abbandona il corpo (fenomeno detto di "dissociazione"). Anche se immobilizzati il sistema nervoso è però al massimo grado di allerta, analogamente a un'automobile con i pedali dell'acceleratore e dei freni pigiati a fondo contemporaneamente: se non possiamo scaricare l'energia mobilitata dal nostro corpo per la lotta o la fuga rimaniamo in uno stato di apparente calma esterna che nasconde un'alta attivazione (eccitazione) interna. L'immobilità impedisce di completare il ciclo di attivazione e scarica: l’energia di sopravvivenza mobilizzata per la lotta o la fuga non può scaricarsi e rimane così nel corpo creando sintomi che con il tempo possono organizzarsi fino a dar luogo a sindromi varie.

Pur essendo fonte di sofferenza e alterazioni gravi il trauma non è quindi un disturbo o una malattia, ma l'effetto collaterale di uno stato di coscienza alterato indotto istintivamente in caso di pericolo. Il trauma è oggi forse la causa di sofferenza maggiormente sottovalutata e non compresa e quindi, spesso, non curata.

Fino a poco tempo fa la nostra idea di trauma si riferiva alle esperienze di guerra, alle catastrofi e alle conseguenze di incidenti gravi. Questa visione ristretta non è più attuale e non comprende la realtà.

Ogni bambino, donna o persona che non possa difendersi dall'aggressore (mediante attacco o fuga) sarà soggetta a “congelamento” (dissociazione, per soffrire meno) e traumatizzazione. Gli “aggressori” possono essere le persone che abusano, aggrediscono, ma anche incidenti, catastrofi naturali, guerra o ancora procedure mediche invasive, oppure abbandoni, lutti; per citare alcune cause di trauma di cui parlerò in seguito.

Si può dire, e non è una provocazione, che la maggior parte di noi ha subito, direttamente o indirettamente,.un trauma. In senso generale possiamo dire che ogni volta che le cose vanno troppo in fretta perché noi possiamo difenderci con successo, ci troviamo di fronte ad una situazione di possibile trauma.

Somatic Experiencing (S.E.): un modello di cura che parte da quello che sentiamo nel corpo

Il trauma ci fa perdere il contatto con noi stessi, con gli altri e con il mondo. Spesso tale perdita è difficile da riconoscere poiché la situazione cambia lentamente e in modo sottile, sul lungo periodo, per cui non si nota facilmente finché non è veramente evidente. Le terapie convenzionali di provenienza psicologica sono state sviluppate per obiettivi molto differenti da quelli legati al trauma e che ben poco hanno a che fare con quelle “sindromi funzionali” quali ad esempio la fibromialgia, che oggi sempre più appaiono avere alla radice uno o più traumi e il conseguente stress.

Tali sindromi sono dovute, più che a problemi a livello di emozioni, di significati personali, di memorie e comportamenti, a una sregolazione nel corpo e nei sistemi del cervello che regolano la biologia della vita. Gli approcci cognitivi, che si concentrano su memorie, significati, emozioni e comportamento possono al più diminuire alcuni sintomi ma non risolverli e costituiscono in questo ambito una via di lavoro indiretta con risultati discutibili e rischio di ritraumatizzazione. Anche le terapie corporee orientate a “operare” sul corpo dai centri volontari del cervello non riescono a influenzare significativamente l'autoregolazione. Insegnare ad esempio tecniche di rilassamento o tentare attivamente di far rilassare la persona è in alcuni casi controproducente: nelle sindromi di cui sopra l'organismo, non avendo potuto terminare l'azione di difesa di fronte alla minaccia, resta bloccato nell'attivazione (alti livelli simultanei di attivazione di simpatico e parasimpatico). In pratica l'organismo, che sta cercando di difendersi da una potenziale minaccia, riceve la richiesta opposta, quella di disattivarsi (rilassarsi, lasciar andare) e rinunciare quindi a difendersi. Ciò va palesemente contro l'esigenza primaria, di sopravvivenza, aumenta nella persona lo stato di allerta e provoca ansia: succede a volte che quelle persone, se si rilassano troppo, si ritrovino in situazione di panico.

Somatic Experiencing lavora tenendo presente la natura biologica del trauma, permettendo di scaricare l'energia bloccata un poco alla volta rispettando le indicazioni del corpo. Così facendo si riesce ad avere un effetto, a volte anche subitaneo, sui sintomi.

Somatic Experiencing è un modello di lavoro sul trauma a cavallo fra la psicoterapia e il lavoro sul corpo, e costituisce una via diretta che utilizza le capacità di autoregolazione del nostro cervello e del nostro corpo: lo stesso sistema che permette alle nostre ossa di guarire da sole con il minimo aiuto del gesso. Il contributo più significativo di Somatic Experiencing è la comprensione che ciò che accade nell’evento traumatico non è solo psicologico, ma una complessa reazione fisica, neurologica e psichica. La risoluzione del trauma risiede nell'atto di completare e terminare i processi fisiologici piuttosto che nel ricordare o ripercorrere l’evento come fanno le terapie psicoterapeutiche classiche. Il trauma secondo S.E. non risiede nell’evento, ma nella fisiologia del corpo, nella risposta biologica incompleta a una minaccia alla nostra vita. Si tratta quindi di lavorare direttamente con il corpo e fare affidamento sulla sua capacità di autoregolazione: porre l'attenzione al corpo e lavorare direttamente sul sistema nervoso per aiutare l'autoregolazione. La maggior parte dei sistemi di autoregolazione risiede nelle parte primitiva del cervello: quell'insieme di strutture che governano e regolano le funzioni vitali del corpo.

In S.E. si lavora seguendo le indicazioni di ciò che chiamiamo “felt sense”, cioè le sensazioni sentite nel corpo. L'idea risiede nel fatto che il corpo, anche se non ha potuto terminare il ciclo di attivazione per difendersi, può comunque indicare la via per “finire il lavoro”: si cercano e si seguono sensazioni e movimenti del corpo che indicano cosa manca per terminare il compito (attivazione/difesa/ritorno alla calma) e scaricare l'energia.

Prendiamo ad esempio un piccolo incidente d'auto. Anche se non vi siete fatti nulla, vi siete spaventati poiché, legati al sedile, il massimo che abbiate potuto fare per evitare la collisione è frenare o sterzare. Sentirete qualche sensazione corporea: il vostro corpo comincerà a tremare, magari vi verrà da piangere, oppure sentirete la collera salire, potreste anche sentire un vuoto alla bocca della stomaco. Si tratta di restare con la sensazione, qualunque essa sia e lasciare che indichi di che cosa in sostanza il corpo ha bisogno per sentirsi e farci sentire al sicuro. Ricordatevi che questi meccanismi non sono soggetti alla volontà ma rispondono al cervello rettiliano e quindi vanno trattati così da far sentire quella parte del cervello, primitiva, al sicuro. Quella parte del cervello si convince con i fatti, il “sentire”, e non risponde alle parole (se avete veramente avuto un incidente, potrebbe accadere, che ripensandoci ora risentiate le stesse sensazioni sgradevoli e vi attiviate. Badate a non stare troppo nella situazione, il corpo non gradisce).

Immaginate di avere appena raccolto un gattino per strada ed ora è sotto il vostro divano. Come fate a farlo uscire? Potreste dirgli a voce alta e in modo assertivo che con voi è al sicuro e che non gli succederà nulla, ma probabilmente non lo stanereste. Potreste invece parlargli gentilmente a voce bassa, aspettare che si senta al sicuro, offrirgli da mangiare e da bere (offrire protezione concretamente). Il corpo ha bisogno delle stesse rassicurazioni e anche di un tempo che non è quello, operativo, della nostra mente. Per il corpo, rallentare, avere tempo per “digerire”, soprattutto dopo un trauma, significa guarire più velocemente.

Non è necessario rivivere un trauma per poterlo elaborare. Con Somatic Experiencing, "rinegoziamo" i nostri vecchi traumi grazie a elementi del trauma originario combinati con forze e risorse non disponibili al momento dell'evento. L'intreccio di questi pezzi mancanti con le azioni difensive incomplete del trauma crea l'esperienza del completamento ed elabora il trauma, rafforzandoci e sviluppando una maggiore resistenza a traumi futuri.

Riferimenti bibliografici:

Peter A. Levine; Traumi e Shock Emotivi (Come uscire dall'incubo di violenze, incidenti e esperienze angosciose); Macroedizioni – 2002.

Conoscere il processo del trauma può aiutarci a notare e comprendere quello che succede nel corpo e nel cervello per iniziare a risolvere la situazione conseguente il trauma stesso. Non si tratta di una comprensione cognitiva oppure della storia traumatica, ma relativa a come ci sentiamo nel corpo e a ciò che va fatto per risolvere il trauma.
Le cause del trauma si possono dividere in due categorie principali:

* eventi che sono quasi sempre traumatici, indipendentemente da chi ne è colpito
* eventi comuni, dolorosi, inaspettati, che in certe condizioni possono essere traumatici

La prima categoria comprende le cause più frequenti del trauma:

* guerra
* grave abuso emotivo, fisico o sessuale nell'infanzia
* subire o assistere ad atti di violenza
* stupro o tentativo di stupro
* lesioni e malattie devastanti
* perdita di una persona cara

La seconda comprende eventi apparentemente comuni che provocano traumi più spesso di quanto si possa pensare:

* incidenti automobilistici di lieve entità (perfino leggeri tamponamenti) specialmente quelli che causano il colpo di frusta
* procedure mediche e dentarie invasive, soprattutto se praticate su bambini immobilizzati o sotto anestesia (l'uso dell'etere aumenta la possibilità di insorgenza del trauma) - anche adulti che sanno a livello razionale che tali procedure sono utili possono percepirle (ad esempio un esame pelvico) come un'aggressione
* cadute ed altre lesioni di lieve entità, specialmente se riguardano bambini e anziani (per esempio un bambino che cade dalla bicicletta)
* disastri naturali (terremoti, uragani, tornado, incendi, alluvioni, vulcani)
* malattia, soprattutto con febbre alta
* intossicazione
* senso d'abbandono (sentirsi abbandonato), specialmente nel caso di bambini piccoli e neonati
* immobilità prolungata, soprattutto per i bambini (ingessatura, fasciatura rigida, trazione)
* esposizione a calore o freddo estremi (soprattutto per bambini e neonati)
* rumori forti improvvisi (soprattutto per bambini e neonati)
* parto (sia per la madre sia per il neonato)

Leggendo potreste avere reazioni fisiche ("felt sense"): formicolio, irrigidimento o rilassamento, modifica del ritmo cardiaco, intorpidimento, sbalzi di temperatura, ecc. Potreste vedere rapide immagini oppure colori, forme diversi che compaiono nel vostro campo visivo interno. Potreste essere assaliti da pensieri o emozioni. Fate attenzione alle cose che accadono automaticamente, di cui di solito non siete consapevoli.

Sappiamo che non è l'evento di per se stesso ad essere traumatico bensì la percezione individuale e la capacità di reazione all'evento. Se percepisco una situazione come pericolosa per la mia vita, allora quella situazione è potenzialmente traumatica. In condizioni normali un'automobile che produce un forte rumore come di scoppio non costituisce di per sé una minaccia. Il veterano rimasto traumatizzato dalla guerra sentendo il rumore anomalo di quell'auto che evoca situazioni precedenti effettivamente pericolose per la sua vita, reagisce al rumore come di scoppio in modo molto diretto. Nella maggioranza dei casi però le reazioni di chi è rimasto sconvolto da una serie di eventi più comuni non sono sempre facili da rilevare: ad esempio un incidente d'auto, anche senza conseguente fisiche, pur risultando esperienza apparentemente innocua, può sconvolgere il nostro equilibrio. In automobile spesso non abbiamo il tempo necessario per difenderci da un urto.


I sintomi del trauma

Il trauma non è una malattia; è uno stato di malessere. Il disagio è la spia di qualcosa dentro di noi che richiede la nostra attenzione. Se i segnali rimangono disattesi si trasformeranno in seguito nei sintomi del trauma. L'esperienza di ciascun individuo è unica, per cui sarebbe un compito enorme compilare un elenco completo di tutti i sintomi traumatici noti. In ogni caso, certi sintomi si considerano universali perché sono comuni alla maggior parte delle persone traumatizzate. In generale, certi sintomi tendono a comparire prima degli altri. Gli elenchi che seguono non sono intesi a scopo diagnostico, ma piuttosto per aiutarci a farci un'idea sul comportamento dei sintomi traumatici.
Non tutti i sintomi qui elencati sono causati unicamente da un trauma, naturalmente; né tutti quelli che manifestano uno o più di questi sintomi hanno subito un trauma. L'influenza, per esempio, può indurre un malessere simile ad alcuni sintomi traumatici. La differenza sta nel fatto che i sintomi dell'influenza in genere scompaiono dopo alcuni giorni, al contrario di quelli causati da un trauma.

Sintomi specifici nell'ordine di comparsa:

In generale, i primi sintomi a svilupparsi dopo un evento traumatico sono:

* Ipereccitazione. I segni più comuni sono fisici - accelerazione del battito cardiaco, difficoltà di respirazione (rapida, bassa/poco profonda, ansimante, ecc.), sudori freddi, formicolio, tensione muscolare - mentale - pensieri che si affollano, pensieri che si rincorrono, preoccupazione.
* Contrazione. Il sistema nervoso concentra tutte le sue risorse sul pericolo comprimendoci sia a livello fisico che percettivo. I vasi sanguigni della pelle, le estremità e gli organi interni si contraggono per poter inviare più sangue ai muscoli, che sono tesi e pronti per l'azione difensiva. La contrazione altera la respirazione, il tono muscolare e la postura.
* Dissociazione. Woody Allen ha detto: "Non ho paura di morire. Semplicemente, non voglio essere presente quando avverrà." Allen descrive un caso classico di dissociazione: la separazione tra coscienza e realtà fisica che ci protegge dall'impatto derivante dal processo di attivazione in crescendo. Se l'evento che minaccia la nostra vita procede nel suo corso, la dissociazione ci protegge dal dolore della morte. E' un mezzo comune per sopportare esperienze che sono, in quel momento, otre ogni sopportazione.
* Negazione. Questa è una forma di dissociazione che richiede livelli di energia più bassi. In questo caso lo scollegamento avviene tra la persona e il ricordo di un particolare evento (o serie di eventi) o le sensazioni provate. Possiamo negare che un evento sia accaduto o possiamo comportarci come se fosse irrilevante.
* Sensazioni di impotenza, immobilità o irrigidimento. Se l'ipereccitazione è l'acceleratore del sistema nervoso, l'immobilità ne è il freno. Quando entrambi questi stati si presentano contemporaneamente, ne risulta un senso di estrema impotenza. Non si tratta del comune senso di impotenza che prende tutti occasionalmente. E' la sensazione di essere completamente immobilizzato e impossibilitato ad agire. Non è pura percezione, convinzione o fantasia. E' reale. Il corpo si sente paralizzato.

Sintomi che si manifestano subito o poco dopo il trauma (a volte però anche più tardi):

* ipervigilanza (essere continuamente "in guardia")
* immagini intrusive o "flashback"
* estrema sensibilità a luce e suoni
* iperattività; irrequietezza
* trasalimento: con una reazione emotiva spropositata, al minimo rumore, a movimenti rapidi, ecc.
* incubi e paure notturni
* improvvisi sbalzi d'umore (reazioni di rabbia, scatti di collera, vergogna)
* ridotta capacità di gestire lo stress (facilmente e frequentemente stressato/esaurito)
* difficoltà a dormire
* paura di impazzire

Sintomi che possono comparire in seguito:

* attacchi di panico, ansia, fobie
* vuoto mentale o stordimento
* comportamento sfuggente/evasivo (evitare certe situazioni che ci ricordano precedenti/passati traumi)
* attrazione verso situazioni pericolose
* rabbia o pianto frequente (non prendetela sul personale; la persona - soprattutto se bambino - ha bisogno del vostro sostegno)
* improvvisi sbalzi d'umore
* aumento o riduzione dell'attività sessuale
* amnesia e smemoratezza
* incapacità di amare, coltivare rapporti o impegnarsi con altre persone
* paura di morire o di avere vita breve

L'ultimo gruppo di sintomi comprende quelli che in genere impiegano più tempo a svilupparsi. Nella maggior parte dei casi, saranno stati preceduti da alcuni dei primi sintomi a comparire (anche se, ancora una volta, non esiste una regola fissa su se e quando un sintomo si manifesterà). Tale gruppo comprende:

* timidezza eccessiva
* reazioni emotive ridotte
* incapacità di assumersi degli impegni
* stanchezza cronica o energia fisica molto bassa
* disturbi del sistema immunitario e certi disturbi endocrini, quali disfunzione tiroidea e malattie psicosomatiche
in particolare: cefalee, dolori al collo e alla schiena, asma, problemi digestivi, colon spastico, sindrome premestruale acuta, disturbi alimentari
* depressione; senso di disastro incombente
* sentirsi come "morti viventi": distaccati, alienati e isolati
* ridotta capacità di fare progetti e di realizzarli

I sintomi del trauma possono essere stabili (sempre presenti) o instabili (vanno e vengono); o possono restare latenti per decenni. In genere, i sintomi non si manifestano singolarmente ma a gruppi. Si fanno sempre più complessi col tempo, riducendo sempre più il legame con l'esperienza traumatica originaria. Ciò rende sempre più difficile ricollegare i sintomi alla loro causa, e più facile negare l'incidenza dell'evento traumatico sulla propria vita.
Si può avere la comparsa di uno qualsiasi dei sintomi qui elencati o di tutti, indipendentemente dall'evento precipitante. In ogni caso il nostro corpo ha mantenuto tutte le informazioni essenziali che collegano i sintomi al trauma originario. Ecco perché è fondamentale imparare a fidarci dei segnali che ci manda il nostro corpo. I sintomi del trauma sono come sveglie interne. Se impariamo ad ascoltarle, al fine di aumentare la consapevolezza sia fisica sia mentale, possiamo cominciare a guarire il nostro trauma.

Liberamente tratto da:

Peter A. Levine; Traumi e Shock Emotivi (Come uscire dall'incubo di violenze, incidenti e esperienze angosciose); Macroedizioni – 2002.

Lavorando in S.E. (Somatic Experiencing) si “completano” gli schemi biologici rimasti interrotti o bloccati da una parte, e si riorganizzano e ripristinano le risposte naturali di lotta, fuga o congelamento dall'altra. Spesso abbiamo bisogno di rendere espliciti e infrangere tabù riguardanti la rabbia e le sue conseguenze poiché questi, inconsci o consci che siano, intralciano il ripristino della risposta di lotta.
La rabbia costituisce un imperativo biologico. Essere arrabbiati ci segnala che qualcosa non va, che in qualche modo il nostro senso del sé è stato compromesso: qualcuno o qualcosa ci sta ferendo, i nostri diritti sono violati, i nostri bisogni o le nostre esigenze non vengono soddisfatte adeguatamente. A volte la rabbia ci segnala che non stiamo affrontando una questione emotiva importante per la nostra vita oppure che una parte del nostro Io - le nostre credenze, valori, desideri o ambizioni - viene compromessa da una relazione, quasi sempre quella con una persona per noi molto significativa: genitore, partner, figlio, amico.
La rabbia non è legittima, utile o significativa, esiste sempre per un motivo e merita la nostra attenzione. Quando avete sete non vi chiedete se avete diritto di sentirvi assetati.

Non riconoscere oppure reprimere le emozioni in generale e la rabbia in particolare, sembra essere una delle caratteristiche salienti di molti se non tutti i disturbi e sindromi da dolore cronico quali ad esempio fibromialgia, fibrosite, miofibrosite, miofascite, ulcera peptica, colite spastica, colon irritabile, asma, emicranie, acufeni.

Per quanto riguarda il modello Somatic Experiencing l'idea è che il cliente possa stare con la sua rabbia, senza metterla in atto e senza crollare sotto la pressione della paura e del senso di impotenza. Spesso però le persone creano costrizione, contrazione, nel corpo (spalle, nuca, mascella, zona pelvica) per evitare la rabbia e alla fine cercheranno di liberarsi dalla sensazione ricorrendo magari a terapie di tipo catartico, quelle terapie espressive, tanto in voga negli anni 70, che tendono a buttare fuori, a espellere ciò che si sente dentro in modo esplosivo. Il sollievo è momentaneo, ma il nostro sistema (il corpo) non impara a rimanere con le sensazioni ed accrescere la capacità di gestirle. Il sintomo quindi spesso si sposta da un'altra parte, la situazione comunque non cambia e bisognerà quindi tornare a scaricarsi in modo catartico, rinnovando il ciclo senza risolvere la sintomatologia.
In S.E. invece si punta a insegnare alle persone a percepire la rabbia come potere e permettere al loro corpo di espandersi con essa, poiché in quel caso le situazioni e le persone che prima le spaventavano non le spaventano più e ci saranno meno probabilità di contrattacchi, verbali o fisici. In genere sono coloro che non percepiscono la propria rabbia come potere personale, cioè gli “arrabbiati cronici”, che poi, regolarmente, scoppiano.

Tabù e blocchi relativi alla rabbia

La rabbia per alcune persone può essere una sorta di maschera che copre altri stati emotivi che sono ancora meno sopportabili per la persona stessa: può essere più facile arrabbiarsi piuttosto che sentirsi vulnerabili, inadeguati, provare vergogna e/o impotenza.
La rabbia è un'emozione difficile: molte persone, traumatizzate e non, sentono di rischiare il rifiuto e la disapprovazione degli altri qualora manifestassero la loro rabbia. Il tabù riguardante la rabbia può essere così forte che alcune persone non riconoscono nemmeno l'emergere della rabbia stessa. Anche coloro che accettano il rischio del rifiuto da parte dell'altro o che non reprimono né negano inconsciamente la propria rabbia spesso la manifestano in modo inefficace, sfogandola in modo ostile e con tono accusatorio. La rabbia è così potente che si può avere paura di perdere il controllo, ed è causa a volte di sintomi come mal di testa, gesti incontrollati o spastici, che spaventano chi li vive.

Oggi tendiamo sempre più a vedere la rabbia come un'energia distruttiva, responsabile di tutte le aggressioni, le ostilità, le violenze e dispute a livello planetario. La associamo al ferire gli altri: con i conflitti in generale e la violenza in particolare. Qualcuno può essere stato testimone o essere stato minacciato da tale violenza I media accollano facilmente alla rabbia la responsabilità dei danni fisici, psicologici ed emotivi che un essere umano arreca all'altro.

In certi ambiti di sviluppo spirituale si può percepire la rabbia come segno di immaturità o di debolezza, da reprimere e negare per la vergogna. I sentimenti di rabbia possono portare a sentire che si sta fallendo nel tentativo di sviluppare la propria spiritualità.
La rabbia ha insomma una cattiva immagine poiché associata il più delle volte solo alla sua espressione negativa. In realtà la rabbia è espressione di audacia, assertività, determinazione e porta ad azioni vigorose, coraggiose, determinate e soprattutto, consce.

Dobbiamo imparare ad accogliere, sentire la rabbia, come un'energia di trasformazione: indirizzata verso la comprensione di noi stessi a un livello più profondo. Dobbiamo renderci conto della forza della rabbia, che ci motiva e può trasportare verso un cambiamento spesso necessario e desiderato.

Rabbia e attaccamento

Con attaccamento si intende la relazione che si è creata con le persone che si sono occupate di noi dalla nascita: in genere i nostri genitori. Si parla di attaccamento sicuro quando abbiamo potuto contare su risposte coerenti, prevedibili e costanti nel tempo, ai nostri bisogni di base. Semplifico dicendo che l'attaccamento viene definito per contro non sicuro quando chi si deve occupare di noi non lo fa in modo adeguato oppure ci mette in pericolo, per incuria, oppure perché abusa di noi. In che modo ciò può influire questo su di noi, sulla costruzione della nostra identità, sul definire chi siamo?
In gestazione e nei primi tre anni di vita, la memoria non ha ancora il supporto di un cervello formato come quello di un adulto e anche in seguito comunque la fisiologia del cervello del bambino si completa grosso modo attorno ai dodici anni. È per questo che non abbiamo in genere che pochi ricordi coscienti dei primi anni di vita. Parliamo in questo caso di memoria preverbale poiché quello che ricordiamo (ricordare = tenere nel cuore) si riferisce a sensazioni fisiche, corporee, somatiche, e non alle memorie di tipo verbale che daranno in seguito luogo alla narrazione della nostra storia e costruiranno il nostro senso di identità.

Quindi il modo in cui siamo e ci sentiamo con gli altri, soprattutto con coloro che ci sono più vicini, dipende, in modo inconscio, dalle esperienze fatte nei primi anni di vita con le figure, di accudimento. Genitori o figure vicarie, sostitutive.
Come conseguenza di ciò il grado di sicurezza che sentiamo in una situazione di relazione specifica con l'altro influisce sul grado di presenza (coscienza, consapevolezza) nella situazione stessa e dipende da quanto possiamo avere accesso all'energia aggressiva. Persino il piacere diviene più accessibile, godibile, se possiamo attingere ai nostri istinti, anche quelli aggressivi.
Senza rabbia (aggressione) dunque non ci può essere attaccamento poiché quando non abbiamo accesso a questa energia istintiva non ci sentiamo al sicuro, nemmeno con le persone che conosciamo e amiamo: “se non posso dirti no, non posso nemmeno dirti si.” In altre parole: più sento di potermi fidare di te più posso “permettermi” di esprimere qualsiasi sentimento o emozione, anche quelle “negative”, potenzialmente pericolose per la relazione stessa.

Le strategie relative all'espressione della rabbia dunque sono spesso inconsce perché derivanti da esperienze precoci. Se la rabbia che il bambino sente non ha posto, legittimità, poiché lo mette a disagio nei confronti dei genitori (paura di perdere il loro amore o di fare loro del male) oppure in pericolo (se esprime la sua rabbia viene percosso), quale potrà essere la strategia? Il bambino traumatizzato, in seguito all'impossibilità di esprimere quello che sente, può trovare nell'ammalarsi un modo, inconscio sia chiaro, per esprimere la rabbia
Da adulto questo bambino può manifestare dolori cronici poiché sempre inconsciamente ha continuato a creare costrizioni (irrigidire alcuni gruppi di muscoli del corpo) intorno alla rabbia per legare, bloccare, l'energia, in modo da non sentire ciò che è insopportabile in una situazione senza via d'uscita e per evitare le conseguenze dell'espressione della rabbia.

Non voglio andare oltre nello specifico. Tutti noi possiamo chiederci come ci sentiamo quando siamo arrabbiati, che effetto ci fa, qual è il nostro rapporto con la rabbia, ecc. È facile osservare se e come sentiamo la rabbia e come reagiamo a essa.
Alcune domande possono aiutarci a riflettere su alcune delle questioni riguardanti la rabbia:

* Sono capace di esprimere la rabbia nei rapporti interpersonali?
* Come esprimo la rabbia nei rapporti interpersonali?
* Esprimo la rabbia attraverso il fastidio? (è possibile con i traumi precoci: il bambino che si ammala)

inoltre:

* Rivolgo la rabbia contro me stesso?
* Come la rivolgo contro me stesso?
* Mi critico mi giudico e poi mi sento inutile e depresso?
* Rivolgo la rabbia verso l'ambiente manifestandola in modo debole, ad esempio criticando e giudicando gli altri?

Possiamo osservare tutto ciò e seguire le tracce del modo nel quale viene espressa la rabbia.

Come già detto, dal punto di vista di S.E. si desidera insegnare al cliente a rimanere con la sua rabbia, senza metterla in atto e senza crollare sotto la paura, nel dolore, nell'impotenza o nella depressione. L'obiettivo è quello di imparare a percepire la rabbia come potere e permettere al corpo di espandersi con essa, offrendogli così la scelta di esprimere la rabbia in modo efficace oppure di contenerla consciamente.

Potrebbe anche essere vero?Romy

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Iosto'conChiara

 

Quando le voci in te parlano di fine;

quando la mente dice che hai perduto;

quando credi che sia impossibile;

eppure prosegui,ti sollevi sulla tua Spada;

e fai ancora un altro passo;

Lì è dove termina l'Uomo;

Lì è dove comincia Dio.

 

Mentre si aspettano future ricerche è importante per prima cosa non
nuocere.

Non è vero che i giorni di pioggia sono i più brutti, sono gli unici in cui puoi camminare a testa alta anche se stai piangendo.

 

"Nessun Medico può dire che una malattia é Incurabile.
Affermarlo é come offendere Dio, la Natura e disprezzare il Creato.
Non esiste malattia, per quanto terribile possa essere,
per la quale Dio non abbia una cura corrispondente
".
                                                                                              Paracelso

 

“Questa realtà è solo un sogno di cui siamo convinti!”

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Mio collegamento

Per quanto riguarda l'ipotesi che la CFS possa essere una forma di Depressione Mentale,tutti gli studi hanno contraddetto tale approccio.Per citare un solo ma importante rilievo clinico:i livelli di Cortisolo sono molto bassi nella CFS,al contrario di quelli alterati verso l'alto della Sindrome Depressiva.


Allora, se capiamo che siamo responsabili di ciò che viviamo, già questo cambia del tutto la visione delle cose.

 

Livello anormalmente alto o basso di cAMP causa difetti di apprendimento e di capacità di memoria,in generale.

Sul cAMP ci sarebbero molte cose da dire al fine di una buona memoria e cognitività,forse lo faro' un giorno sul mio topic,tempo permettendo,ora voglio solo ripetere una verità a cui sono arrivato da qualche anno,aumentare il cAmp nei giovani comporta un miglior apprendimento e memoria,accade l'inverso nelle persone adulte o anziane.Quindi il cervello dei giovani si comporta all'opposto dei cervelli dei vecchi ed anziani questo avviene anche negli animali da laboratorio,questo spiega anche tutta la diatriba sulla Cannabis terapeutica..........negativa nei giovani un toccasana negli anziani,perchè comporta una diminuzione,appunto,del cAmp e quindi potenzia la comunicazione tra neuroni e quindi la memoria,apprendimento e cognitività,mal ridotti nella CFS/ME,fibromialgia,MCS,MBS,ed altre......

 

https://www.youtube....h?v=ICjFAa2ZbIY

 

 

 

 

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#16 vivolenta

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Inviato 19 luglio 2009 - 10:05:44

Personalmente credo che un forte stress o uno stress prolungato durante l’infanzia non puo non creare danni, anche solo per il sistema endocrino, cortisolo e simili, il quale essendo in fase di maturazione credo sia inevitabilmente disturbato ( è di certo sempre meglio crescere sereni..)
Di certo lo stress provoca danno, sia esso inteso come trauma o prolungato , ancor di piu se vissuto senza adulti che aiutano a capire e a gestirlo) ma il punto è un altro , è il caso di continuare a finanziare questi studi ? Voglio dire è talmente ovvio che se una persona vivesse bene avrebbe meno problemi di salute che pare di dovere dire a un cuoco che l’aglio se diventa nero non va bene.
Da qui a dire è importante causa ce ne corre, è di certo importante predisposizione di infinite patologie... secondo me. Ma è scoprire l'acua calda, le ricerche che andrebbero finanziate sono ben altre, quelle che ci servirebbero a migliorare le condizioni di vita.
Che iniziassero a finanziare per cercare soluzioni ,
vediamo chi è finanziato....

Messaggio modificato da vivolenta, 19 luglio 2009 - 10:13:39

Meglio cinghiale che pecora

#17 nessunnome

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Inviato 19 luglio 2009 - 11:05:33

complimenti romy!bellissime info...ma se vedi, le modalità di cura sono dell'ET è oggettiva, è vaga...il proprio karma, uno, deve risolverlo da sè o con l'aiuto di un vero iluminato..ma posso temere pure di risolverlo, mi sembtra di poter capire che si può morire a quel punto..e chi me lo fa fare di diventare "brava" ^_^ !!
sono cinica..ok..
no...dai...dobbiamo pensare di fare del nostro meglio, imparare a volere, a controllarci con raziocinio, ad elaborare le emozioni e gestire la risposta in modo intelligente, scegliere, allontanarci dal male e seguire il bene...certo è perdere il sale della vita...vivere per gli altri, non per se stessi...diventare "normali" forse ME è il massimo dell'egoismo umano (e il nome non è a caso!"me" ;troppo in Noi, egoismo vigliaco perchè generante malattia!)...forse siamo "superuomini" di nietzsche, ma non abbiamo il "coraggio" di essere cattivi,,o per educazione o per bontà!forse avere il coraggio di essere davvero cattivi come l'indole forte e volitiva vuole è la cosa migliore per star bene ed essere liberi...cattivi, selezionatori...per allontanare il male ed essere liberi....ma cosa prioritaria è essere autonomi, non avere bisogno di nulla, per separarsi da ciò che non ti rende libero, dunque cosa cattiva!
anche Dio ha l'ira...L'IRA DI DIO...pensavo da piccola, fosse un sistema monetario.."LIRA"...:-) invece è difesa,è giustizia..è coraggio...ma Lui è forte, non ha bisogno è onnipotente per cui libero...noi abbiamo bisogno per paura, sbagliatissimo...non c'è più da temere che a non essere liberi..quella è la felicità...liberi dai bisogni dati dagli altri..dobbiamo imparare ad essere autosufficienti con coraggio,,la paura genera anche rabbia...forse anche dio ha paura di rimanere solo...è l'amore, il vero amore che rende forti...
qui psicologia e filosofia fanno festa...tutte ipotesi...tutta metafisica, alchimia, la realtà più vera non è scienza.. :D :lol:
lasciate perdere questi mie ...

Romy dopo la rabbia, mi dici qualcosa della PAURA...grazie!

#18 nessunnome

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Inviato 19 luglio 2009 - 11:19:31

...insomma ho detto una ca***** ENORME.."..abbiamo paura di essere cattivi forse per educazone o per _bontà_!" queLla "bontà" non ci sta proprio, o si è cattivi o si è buoni" per cui rettifico:...al di là del bene o del male: SI HA PAURA DI ESSERE SE STESSI (non cattivi.male-non buoni: bene), SE STESSI PER PAURA...LA PAURA È DATA DALL'EDUCAZIONE O DAL KARMA"...DOBBIAMO LIBERARCI DALLA PAURA...È QUELLA ALLA BASE DELLA RABBIA!E QUELLA SI TOGLIE NON AVENDO BISOGNI E VIVENDO NEL FLUIRE DELLA VITA, SENZA VOLERE CIÒ CHE NON SI PUÒ E APPREZZANDO CIÒ CHE SI PUÒ...LA SAGGEZZA CHE NON HO...

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Inviato 19 luglio 2009 - 12:03:00

voglio chieder pubblicamente SCUSA per il vaneggiamento del'asserzione "ME,,,vigliacco egoismo..troppo presi da "me" (noi)"...non volevo toccare la sensibilità di nessuno,ma so che sono stata offensiva..PERDONATE il mio patetico esaurimento...cercherò di controllare i miei pensieri ed i miei post!ho sbagliato..avrei dovuto almeno dire che la malattia rende egoisti, rivolti in "se stessi"..penso sia la natura e l'iter di ogni malattia!ma non è assolutamente solo per la M.E., è per ogni malattia..e poi la colpa non è Nostra, ma è del male che è nel mondo, nella natura intrinseca dell'uomo..a cui forse dio Geova (non sono testimone di Geova, ma credo che qs è il suo nome, come dicevano le scriutture e mi piace chiamarLo per nome, non dio e tantomno Dio cjhe non significa nulla come nome comune di dio..sarebbe come chiamarmi Persona..senza identità..) ha dato la vita per superare il proprio egoismo e diventare divino, fuori da se stesso, unibile all'UNO...
ma qui stiamo andando in "troppa fiolosofiae e poca scienza" per dirla in gergo forense...
è la Gioia la via e dobbiamo rincorrerla ad ogni costo, essendo noi stessi al massimo e per riuscire a rinnegarci,solo in questa consapevolezza.. per essere finalmente felici, in questa o altra vita..è un cammino..come "passare nella cruna di un ago", se posso essere capita..la malattia è l'allarme, la possibillità e bisogna avere CORAGGIO!
romy, rinnovo la richiesta, parlami se puoi della paura che è alla base della rabbia!penso che comunque la paura vengs vinta dalla consapevolezza di noi stessi, di saper fare le scelte giuste senza bisogni e nella fede, se non di dio, di noi stessi...

#20 Marco

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Inviato 19 luglio 2009 - 13:05:43

"Il trauma infantile rappresenta un importante fattore di rischio per la sindrome da fatica cronica".

Personalmente credo fermamente nella stretta correlazione che c'è tra anima, mente e corpo per cui se una persona ha subito un trauma, sopratutto nei primi anni della sua vita, sono più che convinto che questa persona possa essere più facilmente suscettibile a contrarre in futuro qualche patologia. Anche secondo la medicina cinese, un trauma infantile porta a un "blocco energetico" con cui, prima o poi, bisognerà fare i conti.

La cosa però che mi da fastidio di questo titolo è questa: Ma il trauma infantile è un fattore che apre la strada solo alla "sindrome da stanchezza cronica"? Alle altre malattie no? Suvvia.....
Se trauma infantile ti porta a un blocco energetico, è chiaro che questo blocco si può manifestare in varie maniere.... non solo con la CFS. Son convinto, anzi stra-convinto, che se facessero questo tipo di studio anche con malati di altre patologie, i risultati sarebbero i medesimi.
Poi è chiaro, ognuno è un caso a sè...... una persona si può prendere una CFS-FM anche senza avere avuto traumi infantili, a anzi, avendo avuto un infanzia serena e felice. Tuttavia l'aspetto del trauma non va affatto sottovalutato e, anzi, andrebbe adeguatamente investigato. Ma non solo per i CFSsini..... ma bensì per tutti.


^_^

#21 romy

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Inviato 19 luglio 2009 - 14:50:39

"Il trauma infantile rappresenta un importante fattore di rischio per la sindrome da fatica cronica".

Personalmente credo fermamente nella stretta correlazione che c'è tra anima, mente e corpo per cui se una persona ha subito un trauma, sopratutto nei primi anni della sua vita, sono più che convinto che questa persona possa essere più facilmente suscettibile a contrarre in futuro qualche patologia. Anche secondo la medicina cinese, un trauma infantile porta a un "blocco energetico" con cui, prima o poi, bisognerà fare i conti.

La cosa però che mi da fastidio di questo titolo è questa: Ma il trauma infantile è un fattore che apre la strada solo alla "sindrome da stanchezza cronica"? Alle altre malattie no? Suvvia.....
Se trauma infantile ti porta a un blocco energetico, è chiaro che questo blocco si può manifestare in varie maniere.... non solo con la CFS. Son convinto, anzi stra-convinto, che se facessero questo tipo di studio anche con malati di altre patologie, i risultati sarebbero i medesimi.
Poi è chiaro, ognuno è un caso a sè...... una persona si può prendere una CFS-FM anche senza avere avuto traumi infantili, a anzi, avendo avuto un infanzia serena e felice. Tuttavia l'aspetto del trauma non va affatto sottovalutato e, anzi, andrebbe adeguatamente investigato. Ma non solo per i CFSsini..... ma bensì per tutti.


^_^

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Condivido in pieno quello che hai detto,tutto dipende dal nostro vissuto post trauma,dal nostro carattere e temperamento.Non siamo tutti uguali,c'è chi è più dotato a livello genetico e chi meno,c'è chi cresce a livello mentale,e chi cresce meno,idem a livello spirituale.Un trauma agisce di conseguenza sù tutti,ma il risultato è variegato.Al di là delle patologie possibili,di cui si parla nel nostro forum,ci sono anche quelle più gravi,cosiddette Neurodegenerative.Ma ritengo che i trauma sia infantili che in altre età,sono superabili,in parte o tatalmente,io ne ho avuto parecchi, il più importante è stato quello nei primi 2 anni di vita,fui dato a balia,grande errore,con tutte le conseguenze del caso.Da adulto-sposato,mi sottoposi ad una seduta di ipnosi dinamica regressiva,da cui emerse tale problematica,di una prima infanzia in solitudine,ricordo la serenità del dopo seduta.Dovevo continuare,ma non lo feci,ma poi penso di averla superata nella vita,grazie al mio carattere di attrarre gente intorno a me,di voler vivere sempre in gruppo,ma nonostante cio',il concetto di individualità assoluta,nei momenti di risolvere qualche problema,è rimasto,comunque, nel corso della mia intera vita.Io non ho mai derogato a nessuno,nel corso della mia vita,la soluzione di un mio problema,a qualunque livello.Sono cresciuto secondo il detto"anche da solo,si puo'essere un esercito".Insomma quell'esperienza di solitudine,mi ha forgiato in un certo modo,lasciandomi addosso il segno di una vulnerabilità di ansia esistenziale adolescenziale,anche essa risolta nel corso della vita,ma penso non al 100%.Insomma è un vero labirinto la vita,e le patologie,per me,sono un mezzo mistero.Troppe le patologie e le sindromi di cui non si conosce l'eziologia,ed ancora troppi i tentativi di terapie messi in campo,da chi non ha,e non puo'avere le idee chiare,su di un argomento,quello della salute umana,in cui ci troviamo ancora in età di medio-evo,nonostante i passi da giganti fatti dalle scienze e dalla tecnologia.Vuoi sapere il mio pensiero in proposito,il 50%di quello che si legge a livello di ricerca è da buttare,sono barzellette per i fessi,sono espedienti per sbarcare il lunario,sistemi per drenare danaro per vivere al pari di altri lavori,con la consapevolezza che il popolo ed i politici con la loro ignoranza in merito,nulla possono per contrastare il sistema delle ricerche inutili.Quando si dice in Italia c'è poca ricerca medica,ecc.dico tra me,meno male,se fosse vero,avremmo un bel risparmio,e non ingrasseremmo dei furbastri che ci prendono per il culo.Migliaia e migliaia di vecchie ricerche propagandate sui Mass-media,ed ancora oggi il settore tira,mi sanno dire,a livello concreto,dove stanno i risultati?che fine hanno fatto?,quanti miliardi abbiamo buttato alle ortiche con le nostre Università,che di miliardi ne chiedono sempre di più,per fare ricerche? ,che poi finiscono nel nulla.Tirando le somme,gran fallimento a livello di ricerca e di terapie,forse,perchè,sfugge alla medicina,la vera eziologia dello stare male?,me lo chiedo da anni,ormai.Romy

Messaggio modificato da romy, 19 luglio 2009 - 14:55:17

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Iosto'conChiara

 

Quando le voci in te parlano di fine;

quando la mente dice che hai perduto;

quando credi che sia impossibile;

eppure prosegui,ti sollevi sulla tua Spada;

e fai ancora un altro passo;

Lì è dove termina l'Uomo;

Lì è dove comincia Dio.

 

Mentre si aspettano future ricerche è importante per prima cosa non
nuocere.

Non è vero che i giorni di pioggia sono i più brutti, sono gli unici in cui puoi camminare a testa alta anche se stai piangendo.

 

"Nessun Medico può dire che una malattia é Incurabile.
Affermarlo é come offendere Dio, la Natura e disprezzare il Creato.
Non esiste malattia, per quanto terribile possa essere,
per la quale Dio non abbia una cura corrispondente
".
                                                                                              Paracelso

 

“Questa realtà è solo un sogno di cui siamo convinti!”

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Mio collegamento

Per quanto riguarda l'ipotesi che la CFS possa essere una forma di Depressione Mentale,tutti gli studi hanno contraddetto tale approccio.Per citare un solo ma importante rilievo clinico:i livelli di Cortisolo sono molto bassi nella CFS,al contrario di quelli alterati verso l'alto della Sindrome Depressiva.


Allora, se capiamo che siamo responsabili di ciò che viviamo, già questo cambia del tutto la visione delle cose.

 

Livello anormalmente alto o basso di cAMP causa difetti di apprendimento e di capacità di memoria,in generale.

Sul cAMP ci sarebbero molte cose da dire al fine di una buona memoria e cognitività,forse lo faro' un giorno sul mio topic,tempo permettendo,ora voglio solo ripetere una verità a cui sono arrivato da qualche anno,aumentare il cAmp nei giovani comporta un miglior apprendimento e memoria,accade l'inverso nelle persone adulte o anziane.Quindi il cervello dei giovani si comporta all'opposto dei cervelli dei vecchi ed anziani questo avviene anche negli animali da laboratorio,questo spiega anche tutta la diatriba sulla Cannabis terapeutica..........negativa nei giovani un toccasana negli anziani,perchè comporta una diminuzione,appunto,del cAmp e quindi potenzia la comunicazione tra neuroni e quindi la memoria,apprendimento e cognitività,mal ridotti nella CFS/ME,fibromialgia,MCS,MBS,ed altre......

 

https://www.youtube....h?v=ICjFAa2ZbIY

 

 

 

 

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#22 romy

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Inviato 19 luglio 2009 - 15:02:44

4 mesi fà scrissi su di un forum straniero questo post,lo metto anche nel nostro forum,spero sia argomento di riflessione,sulla medicina e suo modo per procedere con terapie.

Il problema della casa allagata:

1° chiudiamo i rubinetti

2° portiamo via l’acqua con i secchi.

Già, le massaie (una volta si chiamavano così) fanno esattamente questo quando tornano dalla spesa e trovano la casa allagata: prima chiudono i rubinetti e poi asciugano l’acqua.

La nostra Medicina pretende di asciugare la casa senza prima chiudere i rubinetti. Il risultato, come molti hanno toccato con mano, è scarso!

Scorrendo e studiando migliaia di pubblicazioni su riviste internazionali relative a malattie a medio-lunga evoluzione, si legge inesorabilmente che l’origine del male è sconosciuta, in qualche caso si fanno delle ipotesi, molto eterogenee, a volte cervellotiche, qualcuno nomina lo “stress”, come fatto indefinito, tutto qui.

In compenso tutti si affannano a definire qual’è il secchio migliore per raccogliere l’acqua...........

Per ogni pubblicazione un secchio diverso!
Come evolve la malattia

E’ stato già detto che la somatizzazione dell’emozione legata al trauma, attiva gruppi di neuroni di diversa specializzazione che restano attivati fino a quando la persona non porta bene alla coscienza l’evento precedentemente rimosso, rivivendo l’emozione già vissuta e superandolo dentro di se. Molte volte questo non avviene anche per molti anni.

I neurotrasmettitori e neuropeptidi generati con continuità, stimolano con continuità i rispettivi recettori ed inoltre auto-ossidano producendo radicali dell’ossigeno che danno vita a sequenze di processi patologici, in grado di danneggiare seriamente le cellule nelle quali si attivano, spesso neuroni, microglia, astrociti, oligodendrociti, etc..

L’azione di danno è completata dalla specifica attività di ciascuno di questi messaggeri primari prodotti con continuità in modo patologico. La loro azione si attua sia nell’area cerebrale di produzione, sia negli organi periferici dotati di recettori sulle membrane cellulari in grado di riconoscerli e reagire di conseguenza. Si noti come anche le cellule del sistema immunitario siano ricche di recettori per questi neuropeptidi.

Quindi avremo: riduzione o blocco del sistema immunitario nell’organo dove sono legati dalla presenza di recettori, con attivazione continua di processi che dovrebbero invece durare brevi periodi, alterazione dei meccanismi di ossidoriduzione con ricaduta sull’ageing cellulare, squilibrio delle regolazioni metaboliche che passano in uno stato allostatico che si protrae anche per molti anni, con tutti i danni del caso, attivazione a piramide di processi biochimici, molti dei quali autosostenenti, che portano a modifiche di mtDNA e DNA con conseguenti processi eccitotossici neuronali e distruzione di cellule per via necrotica ed apoptotica ultima, ma non meno importante ricaduta, stati umorali del malato fortemente alterati con inibizioni, depressioni, esaltazioni, perdite od aumento di peso, ansie, dolori, rabbie represse, squilibri dello scheletro, perdita di forza, etc.Romy

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Affermarlo é come offendere Dio, la Natura e disprezzare il Creato.
Non esiste malattia, per quanto terribile possa essere,
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Per quanto riguarda l'ipotesi che la CFS possa essere una forma di Depressione Mentale,tutti gli studi hanno contraddetto tale approccio.Per citare un solo ma importante rilievo clinico:i livelli di Cortisolo sono molto bassi nella CFS,al contrario di quelli alterati verso l'alto della Sindrome Depressiva.


Allora, se capiamo che siamo responsabili di ciò che viviamo, già questo cambia del tutto la visione delle cose.

 

Livello anormalmente alto o basso di cAMP causa difetti di apprendimento e di capacità di memoria,in generale.

Sul cAMP ci sarebbero molte cose da dire al fine di una buona memoria e cognitività,forse lo faro' un giorno sul mio topic,tempo permettendo,ora voglio solo ripetere una verità a cui sono arrivato da qualche anno,aumentare il cAmp nei giovani comporta un miglior apprendimento e memoria,accade l'inverso nelle persone adulte o anziane.Quindi il cervello dei giovani si comporta all'opposto dei cervelli dei vecchi ed anziani questo avviene anche negli animali da laboratorio,questo spiega anche tutta la diatriba sulla Cannabis terapeutica..........negativa nei giovani un toccasana negli anziani,perchè comporta una diminuzione,appunto,del cAmp e quindi potenzia la comunicazione tra neuroni e quindi la memoria,apprendimento e cognitività,mal ridotti nella CFS/ME,fibromialgia,MCS,MBS,ed altre......

 

https://www.youtube....h?v=ICjFAa2ZbIY

 

 

 

 

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#23 vivolenta

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Inviato 20 luglio 2009 - 10:00:45

idem, la ricerca medica ci da notizie a volte strabilianti, ci informano di macchinari diagnostici strabilianti, un esempio solo ;
se io mi rompo il polso mi mettono il gesso , d'estate o d'inverno, che io mi debba o meno poter lavare e nonostante io sappia che esistono altri materiali, quasi venti anni or sono mio fratello stava alle canarie ebbe un problema al ginocchio fece un intervento li, e gli misero una casa al posto del gesso che poteva lavarsi senza problemi..
Ora , le ricerche le paghiamo tutti, con i soldi pubblici con le donazioni ad es, ma poi chi ne beneficia sono i pochi che fanno parte dell'elitè, noi comuni mortali, siamo trattati in altro modo, e qui in Italia è davvero troppo diverso il trattamento, in genere, a meno che non si abbia la rara fortuna di incappare in situazioni particolari ( rare eccezzioni ci sono sempre ovviamente). Credo che la sanità privata sia l'espressione massima della brutalità credo che come si è fatto in altri paesi in altri tempi, per pilotare l' opinione pubblica a accettare che la sanità venga privatizzata, per prima cosa si taglino i finanziamenti agli ospedali , cosi che possano essere messi in difficoltà per facilitare il tracollo niente è meglio che assunzioni non meritocratiche, e volià il gioco è fatto...il popolo comincia a rivolgersi alle strutture convenzionate, da li l passo è breve...peccato che tutta stà storia sia già stata usata e si sa come va a finire...
la soluzione non è avere la sanità privata, la soluzione sarebbe avere una sanità uguale per tutti, almeno se si pretendesse una socetà civile.
Meglio cinghiale che pecora

#24 vivolenta

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Inviato 20 luglio 2009 - 11:15:16

rileggendo il precente mi sono resa conto di avere ridotto di molto la mia capacà di omunicazione, sicome ampiezza di vocaboli cia come errori di grafia, acc... avrei voluto modificare ma al momento non mi da l'opzione.

In ogni caso, concordando con marco suggerirei di leggere la ricerca in questione col titolo

I TRAUMI INFANTILI rappresentano un importante ...ecc per l'insorgenza di malattie
punto.

ps la casa ^_^ nn sostituiva il gesso ..voleva essere cosa o meglio materiale sostitutivo...
Meglio cinghiale che pecora

#25 Falco

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Inviato 22 luglio 2009 - 00:46:28

l'esempio del secchio di romy è perfetto, ogni specialista pensa che il suo secchio/specializzazione sia quello giusto e purtroppo visto che non si è trovata la causa della malattia e "sembrano" non esserci evidenze diagnostiche ,l'unico secchio che può contenere/spiegare tutta l'acqua pare essere quello psichiatrico.

quest'ultimo studio non è altro che un contentino dato a noi malati per riportarci
sulla ""vecchia strada ""che spiega la ME/cfs come un" disordine mentale"; visto che non sono riusciti a convincerci negli ultimi 10/15 anni per l'inefficacia delle terapie farmacologiche e analitiche ora ci riprovano cambiando leggermente strategia ,cioè non addossandoci più la "colpa" per essere depressi ma individuando la causa della nostra depressione/cfs nel TRAUMAAAAA ; sperano così di rompere quella resistenza/sfiducia che negli ultimi anni si era consolidata nel rapporto medico-paziente puntando a farci raggiungere quello stato mentale di abbandono e fiducia tipo "FEDE religiosa" o Nuova Medicina Germanica, così che possono governarci e non pagare contributi e pensioni.
OH! magari qualcuno ci riesce a non sentir più la fatica a forza di ripetersi che va tutto bene.

della serie a pensar male si sbaglia poco ,leggete quì



http://www.meactionu...CFS-ME_2007.htm

nel mondo medico ci sono troppi interessi e sempre meno umanità
non possiamo delegare tutto a loro .........................

Messaggio modificato da epione, 22 luglio 2009 - 00:49:58


#26 nessunnome

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Inviato 22 luglio 2009 - 01:04:44

ridicolo...relegare al trauma...o se proprio vogliono devono farlo per tutte le malattie e cambiare la concezione di malattia, i nomi "limitanti" (etichette)di ogni malattia, le cura, l'assistenza e rivoluzionare mondo medico e servizio sanitario nazionale...dare il giusto valore alla situazione del malato, che è pur sempre malato (quando non può condurre una vita normale: e paradossalmente più di questa, non ce n'è..!!!) fin "da dentro"... e comunque spiegare e risolvere quei meccanismi che fanno "ammalare" e l'unione mente/corpo...non giustificare il loro disinteressamento negando l'importanza della malattia perchè venuta dall'anima, in quanto tutte derivano dall'animo o comunque da un'energia forse superiore a noi, per non dire ,da un progetto divino o karma che sia..insomma sono indietro anni luce col capire cos'è "malattia", come si torna "sani", e tutto ciò di cui ha biogno un malato, qualunque sia la causa...ma non è giusto non riconoscere le malattie a metà tra psiche e soma..come fossero inesistenti, non limitanti e aventi pieno diritto di assistenza...da quando l'uomo ha sconfitto le malattie coi farmaci, ha dovuto inventarsele, perchè esse continuassero a svolgere la loro funzione, ossia quella di dare un campanello di allarme e di costringere un essere umano a cambiare ed ad evolvere...sono gli uomini che non evolvono con essa..

#27 vivolenta

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Inviato 22 luglio 2009 - 10:05:52

credo che epione abbia messo il punto sulla situazione
voglio dire, SE queste ricerche fossero fine a se stesse, per capire i perchè e basta sarebbe tutto diverso, i fatti però sono diversi
Queste ricerche hanno lo scopo di fare di queste ricerche motivo di guadagno
punto 1 vendendo farmaci antidepressivi e ansiolitici
punto 2 ricordiamo che in paesi tipo gran bretagna e USA le assicurazioni private pagano molto meno di invalidità per le patologie psichiatriche ( e non capirò mai il perchè)
punto 3 gl esami se si determina che una patologia è psichiatrica la sola parcella è quella dello psichiatra e si risparmia sugli esami, anche se la cosa non dura sino a che si riesca a farlo credere il ripsrmio va in bilancio, non si considera la perdita sociale e di assenza in termini di produttività, ma è come per le centrali nucleari, non si considera mai il costo dello smaltimento delle scorie, atrimenti ci si rende conto che non conviene il nucleare non solo in termini di salute
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#28 cri68

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Inviato 23 luglio 2009 - 08:21:09

avete voglia di dare un occhiata a questo sito?


http://www.naderbutt...xi.php?m=0&sm=6
Immagine inserita
UnaBarcaDiNomeVita.mp3
Immagine inserita
........................................................................................
Le mie compagne di "NON VITA ":Fibromialgia primaria diagnosi fatta nel 2004 sintomi:
astenia ingravescente,tremori agli arti superiori,parastesie agli arti inferiori,mialgie diffuse, facile affaticabilità, colon irritabile.
Durante gli accertamenti x la diagnosi definitiva abbiamo scoperto: extrasistolia ventricolare frequente con insufficienza mitralica, faringite cronica dovuta all'ernia iatale, modesta sclerosi della sincrodosi sacro iliaca sx e cervicodiscoartrosi C5-C6...A L4-L5 lieve protusione circonferenziale del disco senza effetti compressivi in sede intraspinale...tiroide autoimmune...
A L5-S1 protusione del disco in sede centrale paracentrale di sn
In cura con antidepressivo (usato come inibitore/ricaptatore della serotonina) citalopram da 20mg, miorilassanti,antiinfiammatori e antidolorifici al bisogno...invalidità riconosciuta"SOLO"20%
13/03/2011aggiornamento da circa un anno e mezzo sto meglio i sintomi tipo asteniae tremori non li ho più e devo dire che ho anche molta meno affaticabilità!!!
Ho fatto "cure" alternative tipo reiki...stimolazione neurale..mediatazione...parlato con il MIO interiore e da febbraio riesco ad andare in palestra dove ho trovato un fisoterapista attento che mi fa fare esercizi "compatibili" con le mie patologie...
...................................................................................

#29 Cocci

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Inviato 23 luglio 2009 - 19:45:59

vedre i sintomi (per fortuna non è necessario averceli tutti):
http://translate.goo...=it...l=it&sa=G

http://www.chrc-ccdp...ee/page4-en.asp
"una carta del mondo che non contiene il Paese dell'Utopia non è degna nemmeno di uno sguardo ,perchè non contempla il solo Paese al quale l'umanità approda di continuo.E quando vi getta l'ancora ,la vedetta scorge un Paese migliore e l'Umanità di nuovo fa vela"
Oscar Wilde

#30 nessunnome

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Inviato 23 luglio 2009 - 23:16:31

ciao!grazie cocci...sempre interessante...
ma insomma potremmo essere con una "sensibilità cronica" ad un qualcosa di oscuro...dovremmo testare tutto ciò che "viviamo", comprese le persone!!!
comunque da quello che ho capito parlando col dott. Ferrante collaboratore del dott. Genovese, l'unico in Italia che diagnostica MCS 8sto prendendo quella via..e penso che al più presto andrò a Roma (mi sono convinta che ME/cfs è "troppo" MCS!,) per far diagnosi ci si basa sui parametri immunitari, tossici, quelli dati dal FAT PROFILE per il metabolismo lipidico, sui sintomi e comunque sule reazioni dell'organismo anomale, anche se è difficilissimo trovare a cosa e/o tutto ciò a cui si è sensibili...e non è una stupidaggine dire che si è sensibili "alla vita", si è iperseensibili, soprattutto alle cose negative, alle sofferenze e brutture...è finita l'era della psichiatria, la minima sofferenza fisica si può quantificare e non è "psichiatria"!




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