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CT38s come possibile approccio terapeutico per la CFS/ME


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Inviato 02 settembre 2021 - 03:14:25

Riceviamo da GIada Da Ros, Presidente CFS/ME Onlus Associazione Italiana, e pubblichiamo:

 

Secondo un’ipotesi, i sintomi della CFS/ME sono dovuti a una sovraregolazione del CRFR2 (ovvero del Recettore del Fattore di Rilascio della Corticotropina di Tipo 2). In un trial pilota seguito dalla dottoressa Bateman si è testato un farmaco, il CT38s (prodotto dalla Cortene Inc), ottenendo un sostenuto miglioramento dei sintomi. Si tratta di un agonista del CRFR2, che ha l’effetto di sottoregolarlo. Si intende studiare ulteriormente questo approccio terapeutico, anche nel COVID-Lungo che si ritiene il più recente fra i fattori scatenanti di CFS/ME.

 

Ad annunciarlo è il Bateman Horne Center, che promette approfondimenti da parte della loro direttrice scientifica, e fornisce un link allo studio:

https://www.frontier...021.698240/full

 

Sotto, l’abstract tradotto:

L'AGONISMO ACUTO DEL RECETTORE DEL FATTORE DI RILASCIO DELLA CORTICOTROPINA DI TIPO 2 DETERMINA UN MIGLIORAMENTO SOSTENUTO DEI SINTOMI NELL'ENCEFALOMIELITE MIALGICA/SINDROME DA FATICA CRONICA

Background: L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) è una complessa malattia multisintomatica con una diffusa evidenza di sistemi disturbati. Gli autori ipotizzano che sia causata dalla sovraregolazione del recettore del fattore di rilascio della corticotropina di tipo 2 (CRFR2) nei nuclei del raphé e nel sistema limbico, che compromette la capacità di mantenere l'omeostasi. Gli autori propongono di utilizzare l'endocitosi del recettore mediata dall'agonista per sottoregolare il CRFR2.

Materiali e metodi: Questo studio open-label ha testato la sicurezza, la tollerabilità e l'efficacia di una dose acuta di CT38s (un agonista selettivo del CRFR2 di breve durata, senza attività off-target nota) in 14 pazienti con ME/CFS. Il CT38s è stato infuso per via sottocutanea a uno dei quattro livelli di dose (cioè, tassi di infusione di 0,01, 0,03, 0,06, e 0,20 μg/kg/h), per un massimo di 10,5 ore. L'effetto è stato misurato come il cambiamento pre/post-trattamento nel punteggio medio dei sintomi giornalieri totali (TDSS) di 28 giorni, che ha aggregato 13 sintomi individuali riferiti dal paziente.

Risultati: I pazienti ME/CFS erano significativamente più sensibili agli effetti emodinamici transitori della stimolazione del CRFR2 rispetto ai soggetti sani in uno studio precedente, cosa che sostiene l'ipotizzata sovraregolazione del CRFR2. Gli eventi avversi erano generalmente lievi, risolti senza intervento e difficili da distinguere dai sintomi della ME/CFS, cosa che va a sostegno di un ruolo della CRFR2 nella malattia. La dose acuta di CT38s è stata associata a un miglioramento del TDSS medio che è stato sostenuto (per almeno 28 giorni dopo il trattamento) e correlato sia all'esposizione totale che alla gravità dei sintomi prima del trattamento. Ad una velocità di infusione di 0.03 μg/kg/h, il TDSS medio è migliorato di -7.5 ± 1.9 (o -25.7%, p = 0.009), con tutti i sintomi monitorati in miglioramento.

 

Conclusioni: Lo studio supporta l'ipotesi che CRFR2 è sovraregolato nella ME/CFS, e che l'agonismo acuto del CRFR2 può essere un approccio terapeutico valido che merita ulteriori studi.

Registrazione dello studio clinico: ClinicalTrials.gov, identificatore NCT03613129.


 

 


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