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Saponette troppo profumate....


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VITTORIA

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Inviato 29 marzo 2006 - 20:47:20

Saponette… troppo profumate

Quando si acquista un sapone bisogna prestare attenzione. Parola de Il Salvagente che ci mette in guardia da fragranze, potenzialmente allegizzanti e da conservanti cancerogeni. Meglio scegliere quelli naturali.
Vi insaponate per bene le mani credendo di togliervi microbi e batteri e invece, a vostra insaputa, finite per inondare la pelle di sostanze potenzialmente allegizzanti, o ancor peggio, cancerogene. L’allarme è lanciato da Il Salvagente che nel numero di novembre ha messo alla prova sette detergenti, 4 solidi e 3 fluidi, partendo dalle analisi di laboratorio eseguite dal mensile dei consumatori tedesco Okotest. Su sette, tre NON hanno ottenuto la sufficienza: il sapone liquido Palmolive al latte di mandorla e le saponette Fenjal e Nivea.

Senza entrare nei particolari dei singoli detergenti, cerchiamo di capire da quali sostanze bisogna tenersi alla larga quando si acquista un sapone.

Innanzitutto dai conservanti, ampiamente utilizzati, soprattutto nei saponi liquidi, per evitare la proliferazione di batteri e funghi. Come mai? Non è forse un bene se i produttori abbondano in germicidi? Il punto è, spiega Il Salvagente, che spesso sono utilizzati come conservanti i cosiddetti cessori di formaldeide, cioè quelle sostanze che nel tempo rilasciano una molecola giudicata cancerogena dall’Oms. Guardatevi dunque dall’acquistare quei saponi che in etichetta riportano le seguente sostanze: DMDM hydantoin, Imidazolidinyl urea, 5-bromo-5-nitro-1,3dioddano, diazolidinyl, urea e 2-bromo2-nitropropane-1,3-Diol.

Assolutamente da evitare anche i detergenti in cui sia presente l’antibatterico triclosan: è una molecola simile alla diossina e classificata dall’Epa statunitense come pesticida. Da tener sotto controllo anche le fragranze, potenziali allergeni, e i parabeni, probabili riproduttori delle cellule tumorali.
E ora che abbiamo passato al setaccio ciò che non deve esser presente in un buon sapone non resta da chiederci, invece, quale sia la composizione ideale. Il chimico Fabio Zogo, intervistato da Il Salvagente, lo spiega molto chiaramente: “Bisogna controllare che in etichetta, nella lista degli ingredienti, tra le prime posizioni figurino le parole sodium cocoate (acidi grassi saponificati di cocco), sodium kermel palmate (acidi grassi saponificati di palma), o ancor meglio sodium oleate (acidi grassi saponificati d’oliva). Se questi termini mancano e il prodotto non è molto costoso vuol dire che è fatto solo di sego bovino e quindi di scarsa qualità.”
Da privilegiare il sapone all’olio di oliva che contiene quasi esclusivamente acidi grassi saponificati d’oliva o il sapone di Marsiglia che non contiene né conservanti né fragranze, o il sapone di Aleppo.


Alessandra Mariotti
9/2/2006
http://www.buonperno...?ArticleID=5848
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