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Vendere Malattie


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Zac

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Inviato 15 giugno 2010 - 21:22:09

Vendere malattie

Le industrie farmaceutiche investono sempre più denaro ed energie per convincerci che siamo malati. E che dobbiamo consumare farmaci anche quando non ne abbiamo bisogno.

Strategie dell'industria

Dalla sfera sessuale a quella emotiva, passando per le modificazioni legate all'età, siamo tutti ottimi potenziali clienti delle case farmaceutiche. Recita, infatti, il loro mantra: "Ogni persona sana è un potenziale malato" (cui vendere sempre più farmaci). Per identificare la deriva aggressiva di Big Pharma è stato coniato il termine "disease mongering", cioè "vendere malattie". Un nome, ormai riconosciuto da tutta la comunità scientifica, per indicare le strategie poco etiche con cui le case farmaceutiche, con l'alleanza di professionisti sanitari e di organizzazioni interessate, cercano di convincere le persone sane che sono malate, e quelle malate che lo sono gravemente.

Quattro CaSi eSemplari

intestino irritabile: il farmaco è stato peggio
Disturbi banali e comuni sono un mercato potenzialmente enorme per le case farmaceutiche che puntano a introdurre nuovi farmaci. La strategia applicata è quella di convincere la popolazione e la classe medica della gravità di un disturbo e soprattutto dell’importanza di curarlo con un medicinale.
Un esempio classico di questo meccanismo è la trasformazione avvenuta negli
ultimi anni della comune colite nella altisonante “sindrome dell’intestino irritabile”, con conseguente introduzione di farmaci ad hoc. Due medicine, Lotronex Gsk e Zelnorm Novartis, sono state approvate in fretta e furia dall’ente americano per la sicurezza dei farmaci (Fda) e vendute a milioni di americani senza adeguate garanzie di sicurezza. Risultato: centinaia di pazienti fniti in ospedale per i gravi efetti indesiderati e perfno alcuni decessi.
I farmaci sono stati in seguito ritirati, ma solo dopo aver causato parecchi
danni. Per fortuna non sono mai arrivati in Italia.

Viagra per tutti, anche a chi non serve
L’ambito della sessualità è un terreno fertile per le case farmaceutiche che vogliono incrementare i loro proftti. Per esempio, da quando è stato scoperto il Viagra (autorizzato nel 1998), la casa farmaceutica Pfzer e le altre aziende che producono farmaci simili hanno investito enormi risorse per far passare all’intera popolazione maschile il messaggio che la “normalità” è avere una sessualità sempre prestante e senza la minima defaillance. Se all’inizio il farmaco era stato pensato per curare l’impotenza, oggi viene proposto per la “disfunzione erettile”, un termine in cui far rientrare una sempre più larga fetta di popolazione, tra cui anche chi ha solo problemi occasionali, del tutto fsiologici, ma è in perfetta salute.

psiche sotto tiro, curare anche la timidezza

Da molti anni, in psichiatria, si assiste all’allargamento della sfera dei disturbi mentali. L’infuenza delle case farmaceutiche è evidente: se c’è una nuova pillola da far approvare, bisogna introdurre nei manuali diagnostici la malattia per cui è stata creata. Ecco quindi disturbi come l’ansia sociale, una malattia poco difusa, allargata fno a includere la timidezza grazie a una campagna pubblicitaria; o come il “disturbo disforico premestruale”, la vecchia, normalissima sindrome premestruale, rivisitata in chiave catastrofista. Risultato: uso sempre più difuso di antidepressivi.

La casa farmaceutica Glaxo ha rispolverato un vecchio antidepressivo che
non faceva più cassa, il Paxil, inculcando in milioni di americani la convin-
zione che grazie al suo rimedio avrebbero sconftto la timidezza. Oggi è noto
che il Paxil dà problemi di dipendenza e che negli adolescenti, come gli altri
antidepressivi, aumenta il rischio di suicidi.


La Lilly invece ha riverniciato il famoso Prozac (in scadenza di brevetto),
cambiandogli nome (Sarafem) e confezione, per proporlo alle donne che
malsopportano i giorni che precedono il ciclo
.

Disturbi comuni si trasformano in malattie gravi, ragazzi timidi diventano malati psichiatrici, si promette una sessualità senza defaillance. Sono solo alcuni esempi di come Big pharma stia medicalizzando la normalità. a suo vantaggio. e a nostre spese, in tutti i sensi.

Fonte: Altroconsumo-Salute, da dove potrete scaricare l'articolo completo.


www.altroconsumo.it/farmaci-e-generici/vendere-malattie-s278423.htm

Zac
Amministrazione

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"In medicina tutto quello che è sconosciuto è malattia mentale" (...)
"Una delle malattie più diffuse è la diagnosi." (Karl Kraus)
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