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Articolo sul Convegno sulla Fatica in Medicina


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Inviato 19 febbraio 2006 - 18:59:07

L' articolo della Gazzetta di Mantova a seguito della Conferenza sulla Stanchezza in Medicina

DOMENICA, 19 FEBBRAIO 2006

Pagina 12 - Cronaca

Stanchezza: ecco quando diventa una vera malattia



IL CONVEGNO AL MAMU



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La stanchezza può essere di tanti tipi: c’è quella che si prova dopo una corsa e ci fa sentire meglio, c’è la debilitazione legata ad una malattia e poi c’è la Cfs (Chronique fatigue sindrome) che costringe su una sedia a rotelle, rende difficile mangiare e bere, pressoché impossibile leggere, scrivere, lavorare. Una malattia considerata molto seriamente all’estero ma sconosciuta nel nostro paese, anche ai medici.
Sulla Cfs si è svolto ieri, al Mantova Multicenter, il primo convegno in Italia. L’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione Malati di Cfs Onlus di Pavia, con il patrocinio dell’Ordine dei medici-chirurghi ed odontoiatri della provincia, dell’Azienda ospedaliera Carlo Poma e del Comune.
Per la prima volta in Italia i pochi esperti dell’argomento (tra cui il professor Umberto Tirelli, oncologo, che per primo ha iniziato la ricerca sulla malattia) si sono riuniti per fare il punto su una patologia non riconosciuta ma che, in effetti, è gravissima e non così rara.
La mattinata è stata dedicata alla descrizione della stanchezza come sintomo legato ad altre malattie o terapie, per esempio quelle contro il cancro. Barbara Presciuttini, medico al pronto soccorso di Mantova, ha aperto il convegno parlando del sintomo della stanchezza nelle situazioni di urgenza. Gli altri relatori hanno approfondito l’argomento nei vari rispettivi ambiti, mettendo in luce a volte la stanchezza non sia legata ad alcuna malattia.
Ed è proprio di questo che si è parlato nel pomeriggio: quando la stanchezza non dipende da altre malattie allora si parla di Sindrome da affaticamento cronico. La questione è che non si conoscono le cause della malattia e di conseguenza nemmeno le terapie possibili. Non esiste dunque una cura risolutiva per questo “mistero medico” (per usare le parole del presidente dell’ordine dei medici Luciano Monesi) che in Italia è stato troppo a lungo sottovalutato. La Cfs può colpire chiunque e a qualunque età e si presenta con un senso di grande spossatezza che degenera fino a rendere impossibili i movimenti. Poi sopraggiungono problemi di memoria e concentrazione: «Non ricordavo più come si apparecchia la tavola - ha raccontato un’ammalata - ho dovuto lasciare il lavoro perché non ero più in grado di svolgerlo. Dopo innumerevoli ricoveri finalmente mi hanno diagnosticato la Cfs e con l’aiuto di integratori la mia vita è leggermente migliorata».
Ma in alcuni casi la situazione non migliora affatto, anzi: «Mio figlio ha 23 anni ed è ammalato da quando ne aveva 11. Trascorre la giornata a letto, non può muoversi a causa dei dolori, non va a scuola, ha continui disturbi del sonno, a volte ha la febbre per mesi», spiega la madre di un ragazzo affetto da Cfs.
Scopo del convegno, e desiderio dei medici e degli ammalati che hanno partecipato è quello di mettere al corrente dell’esistenza di questa patologia affinchè venga riconosciuta. Innanzitutto per promuovere la ricerca in proposito e trovare dunque una cura adeguata, ma anche per invitare il governo a considerarla a tutti gli effetti una malattia e fare in modo che gli affetti da Cfs abbiano la tutela economica che spetterebbe loro di diritto.
Irene Generali





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