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Azione immunomodulante dell’omeopatia


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VITTORIA

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Inviato 31 gennaio 2006 - 15:27:03

Azione immunomodulante dell’omeopatia in pazienti con CFS

See DM.; Tiles JG.; Hirschmann J.; Bertacchini C. “Immunomodulatory effects of a homeopathic agent” Am Journ Of Nat Med 1998 July/Aug; 5(6): 10-

Sono stati indagati gli effetti immunostimolanti in vivo ed in vitro di una medicazione omeopatica. Cellule Mononucleari del Sangue periferico (PBMC) sono state isolate da controlli normali e da pazienti con Sindrome da Affaticamento Cronico (CFS) o con Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (AIDS). Sono poi state incubate per 24 ore in presenza di una diluizione 1:10 della mistura omeopatica o del 5% di placebo etanolo. La preparazione omeopatica ha incrementato significativamente l’attività delle cellule Natural Killer (NK) nei confronti delle cellule K562 in una campionatura standard 51 Cr di 4 ore. Questo, in netto contrasto con il placebo per il PBMC dei controlli normali (p< .05) o pazienti con CFS (p<.01) o AIDS (p<.01). Un placebo al 5% di etanolo o la medicazione omeopatica sono stati somministrati a gruppi di topi adolescenti CD-1 ad un dosaggio di 0.35 cc giornalieri per 28 giorni. Nessuno dei topi ha manifestato alcuna evidenza di tossicità grave o microscopica (cervelli, reni, fegati, pancreas o cuori). La funzione NK della milza nei confronti dei bersagli YAC-1 è stata significativamente superiore nei topi trattati con l’agente omeopatico (media 103 ± / - 10.9 unità litiche [LU]; p<.05) comparato al placebo (media 81 +/- 7.4 LU). I gruppi di topi sono stati trattati a cicli di 21-, 14-, 7-, o 0 giorni di tintura omeopatica o placebo. Sono poi stati stimolati con 1 x 104 PFU (plaque-forming units) di un ceppo diabetogenico del virus Coxsackie B4 (E2). Il trattamento è continuato per tre giorni aggiuntivi. I titoli del virus nel pancreas sono stati significativamente ridotti nel gruppo omeopatico che è stato trattato 21 giorni prima della stimolazione virale ( media log10 3.14 +/ - 0.79 pfu/mg; p<.05) comparato al placebo (4.29+/-0.90 pfu/mg). La mistura omeopatica non ha esibito effetto antivirale in vitro. Quindi, una medicazione omeopatica ha incrementato la funzione NK sia in vitro che in vivo e nei topi è stata priva di tossicità. E’ stata dimostrata l’attività antivirale in vivo, presumibilmente attraverso l’aumento della funzione immunitaria.


http://www.thinkfree...v/omeopatia.htm
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