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Proposta di riconoscimento organizzata dalla rete


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Inviato 15 giugno 2007 - 10:21:05

Ricevo e trasmetto.


Vi invio la proposta di riconoscimento che presenteremo a Roma il 15 giugno 2007 ,organizzata dalla rete nazionale contro l'elettrosmog,in collaborazione con alcuni deputati e senatori aperti al problemi sanitari da campi elettromagnetici,con preghiera di diffonderla e pubblicarla se non integralmente almeno come notizia di rilievo riguardo a una patologia emergente che ha la sfortuna di scontrarsi con interessi enormi.

Grazie

dott Anna Zucchero






ASSOCIAZIONE ITALIANA ELETTROSENSIBILI
Sede: via Carducci,32 - 35123 PADOVA
e-mail: presidente@elettrosensibili.it / sito: www.elettrosensibili.it




Al Ministro per la Salute dott.ssa Livia Turco
Al Ministro per l’Ambiente dr Alfonso Pegoraro Scanio

Chiediamo il riconoscimento dell'esistenza di persone elettroipersensibili a prescindere dal fatto che i cem ne siano la causa determinante o scatenante; l'Oms già dal 2004 sostiene che il problema è reale,ha raccolto gli interventi scientifici più rilevanti del convegno sull’elettroipersensibilità, svoltosi a Praga nel 2004, in una pubblicazione del 2006 reperibile nel sito; in essa si gettano le basi, pur con prudenza, per un management sanitario del problema, in modo tale che i singoli governi possano avviare provvedimenti di politica sanitaria.
Il problema è reale anche in Italia e prova ne è la nostra Associazione che raccoglie adesioni di persone sofferenti ormai da più di 10 anni, talora ormai invalide e prive di ogni riferimento sanitario.
Numerosi sono le fonti bibliografiche autorevoli che descrivono l’elettroipersensibilità in esposti residenziali ,individuali lavorativi, a basse e ad alte frequenze,che rilevano alterazioni organiche obiettive,strumentali o istologiche e quindi misurabili;studi sperimentali che avanzano ipotesi fisiopatologiche ed etiopatogenetiche; si stanno moltiplicando le osservazioni di alterazioni neurocognitivocomportamentali anche nell’animale contraddicendo così quanti vogliono liquidare il problema come una patologia psichiatrica.(allego breve revisione della letteratura e breve riassunto sull’EHS)
Chiediamo il riconoscimento con urgenza, per la rapida diffusione delle tecnologie wireless,che renderà a noi la vita ancora più impossibile perchè disseminata di “barriere elettriche” e che provocherà il diffondersi ulteriore dell’elettroipersensibilità nonché della multichemiosensibilità (MCS).
Chiediamo che vadano studiate da tecnici ad hoc le vie più rapide ,non necessariamente legislative,ma anche amministrative per realizzare il riconoscimento sanitario e previdenziale delle “intolleranze idiopatiche ambientali” termine introdotto a livello scientifico che comprende elettromagnetoipersensibilità e multichemiosensibilità.
Ci appelliamo anche alla risoluzione ONU sulla DISABILITA’del 1993, che impegna tutti i Paesi aderenti, tra cui l’Italia, ad impegnarsi nel provvedere
nella propria realtà a compensare gli handicap individuali con provvedimenti pubblici: un primo esempio è la Svezia riguardo all’elettroipersensibilità.
La MCS è già riconosciuta in USA e in altri paesi.
Quanto richiediamo inoltre è in sintonia con quanto previsto dalle legge quadro 36/2001 che norma l’esposizione ai campi elettromagnetici da 0 a 300 Gigaherz.



Da tale riconoscimento deriverà la necessità di integrare le leggi nazionali sui campi elettromagnetici con nuovi concetti derivanti dall’esperienza di incompatibilità tra uomo- animali-vegetali e cem,manifestatasi con l’applicazione su larga scala delle tecnologie che usano le alte frequenze.
La loro esistenza era già nota dal 1998 allo stesso ICNIRP, ente scientifico internazionale privato che ha fatto da riferimento per i Paesi Occidentali compresa l’Italia riguardo ai limiti di esposizione che cautelano da effetti termici acuti(6 minuti di esposizione): portatori di protesi metalliche,soggetti malati o più sensibili,citati alle pagine 3 e 33 della versione italiana disponibile nel web.
Riportiamo di seguito solo i principali concetti che ne deriveranno:

1.impegno politico di avere come riferimento gli studi scientifici più
precauzionali e indipendenti da usare per definire i livelli ambientali di cem e le distanze di sicurezza dalle fonti, per evitare quanto già avvenuto a noi fino ad ora.
2.definizione di soggetto sensibile che dovrebbe comprendere persone elettroipersensibili (tra essi i portatori di protesi metalliche),persone affette da tumori sentinella (mammella,apparato emopoietico,oculari,cerebrali..) e da malattie sentinella.
3.definizione di sito sensibile
4.riserva di aree di pubblica utilità e di luoghi di residenza con livelli di cem ad alta frequenza tendenti a 0, per le persone più sensibili(Santini 2006)
5.Osservatorio epidemiologico nazionale,regionale, comunale per
elettroipersensibilità; cogliamo l’occasione per proporre, a seguito di segnalazioni di cluster di neoplasie in prossimità di stazioni radiobase che abbiamo ricevuto,di contemplare anche patologie sentinella e tumori sentinella che abbiano cioè una sospetta correlazione causale o concausale con i cem. (Eger 2005 ,Wolf 2005)
6.riconoscimento giuridico delle radiazioni elettromagnetiche quale agente fisico che può essere dannoso per sé stesso, alla pari di rumore o lancio di oggetti pericolosi;ne deriva che la propria casa va tutelata sia da emissioni private(vicini) sia da emissioni pubbliche.
7.divieto dell’uso della proprietà privata per installazioni senza il consenso del proprietario.
8.definizione degli impianti di telefonia mobile quale servizio di prima necessità solo per la copertura vocale.
9.costituzione di un sistema di sorveglianza postmarketing per le tecnologie che usano i cem, su modello di quella per i farmaci (i medici hanno l‘obbligo di segnalare eventi avversi da farmaci su apposita scheda al Ministero della Salute)
10. promozione urgente di aggiornamento professionale per fisici, medici,tecnici etc.
11. promozione urgente di educazione sanitaria ad hoc rivolta alla popolazione soprattutto giovanile.

Siamo disponibili sia come A.I.E.

Venezia 15/6/2007
Presidente A.I.E.
Dott.ssa Anna Zucchero




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