Vai al contenuto

Foto

Per ELI


  • Per cortesia connettiti per rispondere
1 risposta a questa discussione

#1 romy

romy

    Grande amico del forum

  • Utenti
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 3.870 messaggi
  • Gender:Male
  • Interests:Prima, tutti o quasi,adesso,informatica,salute,politica economica,sopravvivenza e FEDE.(Elimino,ancora,tra i miei interessi,quello per l'informatica e la politica economica.)

Inviato 07 marzo 2007 - 14:49:47

Cara Eli,solo l'analisi della Sideremia da sola non dice nulla,bisogna metterla nel contesto della Transferrinemia e Ferritinemia.Vista la mole di notizie che dovevo darti,li ho postati qui'.Romy

Questi i concetti base dei tre parametri:

Sideremia - È la concentrazione del ferro nel sangue (da 60 a 160 mcg/dl per l'uomo e da 20 a 140 mcg/dl per la donna); ovviamente nell'anemia sideropenica si hanno valori inferiori. Se i valori di sideremia, di ferritina e di transferrina sono corretti è del tutto inutile assumere ferro per correggere un quadro anemico anche lieve.
Transferrinemia - È la concentrazione della transferrina nel sangue (da 250 a 400 mg/dl); la transferrina è responsabile del trasporto del ferro dai depositi al sangue. Nell'anemia sideropenica (da mancanza di ferro) si eleva, rappresentando un meccanismo di compensazione della mancanza di ferro.
Ferritinemia-Indica il ferro presente a livello del fegato, cioè la riserva in ferro
Valori normali
Sono considerati valori normali 5 - 177 ng (nanogrammo, 1 ng = 1 miliardesimo di grammo) /100ml.
Cause di valori superiori alla media
Valori superiori a quelli ritenuti normali possono essere determinati da eccessiva introduzione di ferro, da emacromatosi, da leucemia, da neoplasie maligne, da trasfusioni
Cause di valori inferiori alla media
Valori inferiori a quelli considerati normali possono essere causati da poca introduzione di ferro, da emorragie, da gravidanza.
La ferritina rappresenta i depositi di ferro dell'organismo (insieme all'emosiderina); pertanto una diminuzione di ferritina predispone all'anemia.


Ti metto un passo che parla del ferro alto nel sangue e la risposta del medico da Xagena portale:

DOMANDA
Ferro alto: cosa comporta? (Ricorda che il valore max per l'uomo è 160,per la donna è 140) qui'non so'se trattasi di uomo o donna?.

Dall'esame del sangue è risultato il valore del ferro pari a 206 su un intervallo di riferimento 40-160. Tutti gli altri valori sono nella norma.
Il valore del ferro è sempre stato piuttosto alto, ma mai in questo modo.
Quali sono le cause? E le conseguenze?

RISPOSTA

Il valore del ferro ematico (sideremia) può subire notevoli variazioni per ragioni tecniche (la combinazione dei reagenti, la torbidità del siero - come avviene per esempio nelle ipertrigliceridemie spiccate - il legame aspecifico con proteine plasmatiche, la lisi cellulare da prelievo, ecc.) e fisiologiche (esiste un ritmo circadiano per cui è più bassa al pomeriggio/sera e più alta alla mattina e decresce nella donna durante il periodo mestruale, ecc.). Dosare esclusivamente la sideremia (il ferro circolante non legato a proteine di trasporto) non ha nessun significato se non si conoscono i valori della Ferritina che corrispondono ai depositi (il magazzino) di ferro dell'organismo e della Transferrina che corrisponde al mezzo di trasporto (l'autobus). Il ferro, una volta penetrato nelle cellule, viene in parte immagazzinato sotto forma di ferritina e in parte impiegato direttamente (per esempio, negli eritroblasti per formare il gruppo prostetico dell'Hb). Esistono due pool di ferritine: uno citoplasmatico (che rappresenta circa il 99%) e uno sierico. La concentrazione di quest'ultimo può essere considerata lo "specchio" fedele dei depositi di ferro dell'organismo. Nei soggetti normali la ferritinemia varia tra i 15 e 300 mg/L. Negli stati carenziali tali valori si riducono sotto i 15 mg/L, mentre nelle emocromatosi e nei politrasfusi possono superare i 300 mg/L, fino a raggiungere i 1000 mg/L. In corso di malattie croniche (per esempio, processi infiammatorio-infettivi, neoplasie ecc.) o anche di fatti flogistici acuti si assiste a un aumento della ferritinemia a causa del blocco marziale da parte del sistema reticolo endoteliale. Anche nelle epatopatie si può registrare un aumento della ferritinemia dovuto sia alla citolisi epatocitaria sia alla ipofunzionalità epatocitaria. La transferrina è una glicoproteina sierica in grado di distribuire il ferro a tutti i tessuti nell'organismo e soprattutto al midollo osseo. La transferrina circola alla concentrazione di circa 200-300 mg/dl ed è in grado di veicolare una quantità di ferro pari a 300-470 mg/dl (Tibc: Total Iron Binding capacity). Poiché la sideremia è di circa 75-160 mg/dl, in condizioni normali solo 1/3 della transferrina è legata al ferro. La Tibc di un individuo può essere calcolata moltiplicando la transferrinemia per 1,25. La percentuale di transferrina satura è data dal rapporto fra sideremia e Tibc: nell'individuo normale è dell'ordine del 20-25%. Elevati livelli di Ferro circolante sono solitamente correlati con un aumentato deposito tissutale di Ferro. Questo minerale, che viene principalmente depositato nel fegato, può causare una sofferenza di questo importante organo quando la quantità dei depositi superi la quota normale. Il Ferro in eccesso può inoltre generare radicali liberi, e c'è il dubbio che tale situazione predisponga a tumori. Alcuni studi si spingono anche oltre, individuando un legame tra alcune malattie correlate alla civilizzazione e un eccesso di ferro. Ciò vale in particolare per la cirrosi epatica e il morbo di Alzheimer, in cui si riscontra una concentrazione eccessivamente alta di tale minerale nel cervello. La causa dell'eccesso di ferro nel corpo può essere l'eccessiva introduzione, trasfusioni di sangue, epatiti, malattie infiammatorie croniche, ma anche una malattia genetica chiamata emocromatosi. L'emocromatosi è una condizione che causa un aumentato assorbimento del ferro alimentare e che determina un progressivo accumulo di ferro nell'organismo, è una malattia ereditaria frequente. Purtroppo essa è tuttora poco considerata e spesso scoperta casualmente nel corso di esami periodici od in conseguenza della comparsa di una delle sue complicanze. Essa è spesso sottostimata per diverse ragioni: a) dà segno di sé solo negli stati avanzati; ;) i sintomi qualora presenti sono aspecifici; c) la malattia e gli esami necessari per la diagnosi sono poco conosciuti; d) è frequentemente confusa con l'epatopatia alcoolica. E' stato stimato, in Italia e in varie regioni europee ed extraeuropee, che esistano 2-5 malati su 1000 individui e 9-15 portatori su 100. Ciò vuol dire che su 10 milioni di italiani ci sono dai 20.000 ai 50.000 malati e dai 900.000 a 1.500.000 portatori. L'emocromatosi è pertanto la malattia ereditaria più comune nel mondo occidentale. Molte persone non hanno alcun sintomo, anche nella fase avanzata della malattia. Il ferro svolge la sua azione tossica lentamente ed in modo subdolo fino a provocare la comparsa di gravi danni quali cirrosi epatica, diabete, iper ed ipotiroidismo, impotenza nell'uomo, alterazioni mestruali nella donna e sterilità in entrambi, scompenso cardiaco e aritmie, artropatie e osteoporosi. Queste sono le manifestazioni della malattia conclamata e compaiono generalmente dopo i 40 - 50 anni.


Qui'ti metto qualche notizia sul Ferro in generale:

FERRO

Descrizione

Il ferro è un minerale concentrato nel sangue e presente in ogni cellula vivente. E’ il minerale presente in maggiore quantità nel sangue. Il ferro partecipa alla respirazione perché è il principale trasportatore di ossigeno a tutte le cellule del corpo. E’ essenziale per l’ossidazione degli acidi grassi. Tutto il ferro presente nell’organismo è combinato con le proteine e si presenta in due forme. La prima forma, che è quella dell’emoglobina e degli enzimi, è funzionale, la seconda, quella della transferrina, ferritina ed emosiderina è quella predisposta al trasporto e alla riserva. Attraverso le analisi esse ci dicono che l’assorbimento si svolge normalmente e ci informano dei fabbisogni del corpo. Il ferro è necessario anche per la sintesi del collagene ed è presente nel cervello come cofattore nella sintesi dei neurotrasmettitori per la serotonina, dopamina e noradrenalina che regolano il comportamento.

La funzione principale del ferro è di combinarsi con le proteine e con il rame nella formazione dell’emoglobina, la sostanza colorante dei globuli rossi. L’emoglobina trasporta ossigeno nel sangue dai polmoni ai tessuti, che hanno bisogno di ossigeno per svolgere le funzioni vitali primarie. In questo modo il ferro determina la qualità del sangue e aumenta la resistenza allo stress e alle malattie, rinforza il sistema immunitario, aumenta la produzione di energia e favorisce la crescita nei bambini. Il ferro è necessario anche per la formazione della mioglobina, che si trova solo nei tessuti muscolari. Anche la mioglobina è un trasportatore di ossigeno e fornisce alle cellule muscolari l’ossigeno da usare nella reazione chimica che sfocia nella contrazione muscolare. Per un funzionamento ottimale del ferro devono essere presenti anche il calcio e il rame.
La migliore fonte dietetica di ferro è il fegato. Altre fonti sono ostriche, cuore, carne magra e lingua. Tra le verdure ricordiamo invece quelle a foglia verde, i cereali integrali, la frutta secca, i legumi e le melasse. Altre fonti sono i piselli, il pollo, le fragole, la zucca, il salmone, i cavolini di Bruxelles, le alghe, le mandorle, l’avocado, le barbabietole, il tuorlo d’uovo e la crusca di grano (vedi la tabella sulla composizione degli alimenti).

Assimilazione ed immagazzinamento

L’organismo può utilizzare sia il ferro ferrico che quello ferroso, ma le analisi indicano che il ferro ferroso presente in natura viene utilizzato più efficacemente e che la maggior parte del ferro viene ridotto a ferroso prima di venire assorbito. Il ferro eme, se consumato insieme al ferro non eme, ne aumenterà l’assorbimento. Il ferro viene assorbito col cibo e distribuito in quantità regolari nel sangue e nel midollo osseo. Il 90% del ferro ingerito non viene assorbito e non raggiunge mai il sangue. Di questa percentuale, l’1% viene usato per gli enzimi e il resto viene immagazzinato, soprattutto nel fegato, nella milza, nel midollo osseo e nel sangue. Il ferro contenuto negli alimenti vitaminizzati è scarsamente assorbito ma contribuisce al fabbisogno alimentare. Solo una percentuale dal 2 al 10% del ferro contenuto nei fagioli, nella frutta e nelle verdure viene assorbita. Il ferro contenuto nelle proteine animali viene assorbito meglio di quello di origine vegetale. L’assorbimento avviene nella parte superiore dell’intestino tenue. Il ferro viene di solito assorbito entro 4 ore dall’ingerimento; l’organismo usa circa il 2-4% del ferro presente nel cibo. Il grado di acidità gastrica regola la solubilità e l’assorbibilità del ferro nel cibo.

Il ferro presente nell’organismo viene di solito utilizzato efficacemente. Non viene consumato o distrutto, ma viene conservato per essere usato continuamente. Il ferro viene eliminato in piccole quantità attraverso l’urina, le feci e attraverso la sudorazione e l’esfoliazione della pelle. La gravidanza, le mestruazioni e le perdite di sangue dovute a lesioni, consumano le riserve di ferro con un ritmo che va dai 10 ai 40 mg al giorno. L’adolescenza e l’infanzia, aumentano il fabbisogno di proteine, che aumenterà a sua volta il livello di assorbimento del ferro. L’alcolismo impedisce l’assorbimento del ferro, come anche le malattie epatiche croniche e la pancreatite.
Ci sono molti fattori che influenzano l’assorbimento del ferro. La vitamina A, il complesso B, il rame, il calcio, il manganese e il molibdeno sono necessari per un completo assorbimento del ferro. L’acido ascorbico ne accentua l’assorbimento, tramutando il ferro ferrico in ferroso. Se insieme ai cibi ricchi di ferro vengono consumati anche cibi ricchi di vitamina C, l’assorbimento del ferro aumenterà del 30%. Anche la chelazione ne favorisce l’assorbimento.

L’achilia e le malattie da malassorbimento, i carbonati come quelli contenuti in alcune vitamine prenatali e l’aspirina, sono tutti fattori che riducono l’assorbimento. L’eccesso di zinco e di vitamina E ostacolano l’assorbimento. Il ferro inorganico disattiva la vitamina E, in questo caso bisogna assumere quantità maggiori di tale vitamina. L’assorbimento viene anche ostacolato dall’artrite reumatoide e dai tumori e non viene favorita neanche nel caso che il corpo disponga di riserve adeguate. Alcuni studi effettuati hanno mostrato che i pazienti artritici metabolizzano una quantità insufficiente di ferro, condizione che può causare l’accumulo del minerale nelle articolazioni.
L’equilibrio tra calcio, fosforo e ferro è molto importante. Un eccesso di fosforo può rallentare l’assorbimento del ferro, sebbene la presenza di quantità sufficienti di calcio possano, combinandosi coi fosfati, favorire l’uso del ferro. Tra gli altri fattori che ostacolano l’assorbimento del ferro ricordiamo: carenza di acido cloridrico, la somministrazione di alcali, consumo eccessivo di cellulosa, caffè e tè, presenza di composti di ferro insolubili (fitati, ossalati, fosfati) ed eccessiva mobilità intestinale. Le perdite quotidiane di ferro si aggirano intorno ad 1 mg.
La cottura dei cibi acidi in recipienti di ghisa aumenterà il loro contenuto in ferro di trenta volte.

Dosaggio e tossicità

Il Consiglio Nazionale di Ricerca (Usa) raccomanda un’assunzione giornaliera di ferro di 12 milligrammi per le donne dagli 11 ai 50 anni. Le gestanti hanno un fabbisogno di 30 mg e le donne che allattano di 15 mg. Gli uomini dagli 11 ai 18 anni hanno un fabbisogno di 12 mg, e dai 19 in su, di 10 mg. I bambini dai 6 mesi ai 10 anni devono assumerne 10 mg e i neonati sino a 6 mesi, 6 mg. Il fabbisogno di ferro aumenta durante le mestruazioni, le emorragie, periodi di rapida crescita e ogni volta che si verifica una perdita di sangue. Una maggior quantità di ferro è necessaria durante la gravidanza, quando il feto in via di sviluppo costruisce la propria riserva nel fegato.
Il livello di ferro può raramente diventare tossico per l’organismo in seguito a trasfusioni, assunzione orale prolungata di ferro, consumo eccessivo di vino rosso contenente ferro e nei consumatori di tonici a base di ferro. L’accumulo di ferro è associato ad una malattia chiamata emocromatosi (genetica) che causa un colorito giallastro, cirrosi, diabete e disfunzioni cardiache. L’emocromatosi è causata da un accumulo eccessivo di ferro nei tessuti molli come fegato e milza, ostacolante il funzionamento di questi organi.

Depositi anormali di ferro possono derivare da disturbi come insufficienza del pancreas, anemia emolitica o aplastica, emosiderosi, epatite, dieta vegetariana o dalla presenza di altre malattie. Si ritiene che l’eccesso di ferro nei tessuti molli porti ad una produzione di radicali liberi (che sono causa di tumori e altre malattie), che aumenta il fabbisogno di vitamina E (un eliminatore dei radicali liberi).
L’accumulo di ferro nel corso degli anni viene riscontrato normalmente in uomini anziani. Un sovrappiù di ferro può causare siderosi, disturbi al cuore, al fegato e al pancreas. I disturbi causati dalla tossicità del ferro dipendono dall’incapacità dell’apparato digerente di eliminare il ferro in eccesso. Il ferro che si deposita nei tessuti dell’organismo dà alla pelle un colore grigiastro. I sintomi di intossicazione da ferro includono emicranie, difficoltà di respirazione, stanchezza, vertigini e perdita di peso. Si ritiene che l’assunzione di quantità eccessive di ferro nel momento in cui c’è un’infezione in corso, favorisca lo sviluppo di un maggior numero di batteri.

Effetti da carenza e sintomi

La più comune carenza di ferro si manifesta con una anemia da carenza di ferro (anemia ipocromica) nella quale la quantità di emoglobina nei globuli rossi viene ridotta e le cellule di conseguenza diventano più piccole. Come in altre forme di anemia, l’anemia da carenza di ferro riduce la capacità di trasportare l’ossigeno nel sangue.
L’anemia è una malattia diffusa in tutto il mondo e riguarda circa il 50% di alcune popolazioni. Negli Stati Uniti le persone a rischio sono le donne in età fertile, i bambini, gli anziani, le persone economicamente sfavorite e le minoranze, anche se ci sono altri gruppi vulnerabili, come per esempio la popolazione maschile. Si stima che un’adolescente su quattro sia carente, perché tra le altre cause, le donne perdono ogni mese 28 mg di ferro con le mestruazioni (tutte le donne). L’anemia compare anche nei periodi di crescita e nelle gravidanze ravvicinate.
Sintomi di anemia possono essere anche stitichezza, mancanza di lucidità, unghie fragili e convesse, creste verticali sulle unghie, difficoltà di respirazione, letargia, stanchezza, apatia, diminuita funzionalità cerebrale, pallore, cefalea, ingrossamento del cuore, esaurimento delle riserve di ferro, e un tasso di ferro nel plasma inferiore a 40 mg per 100 millilitri.

L’anemia emorragica, caratterizzata da emorragie interne, può non essere scoperta subito, soprattutto se associata alla perdita di sangue che può verificarsi nelle ulcere peptiche. Un’eccessiva donazione di sangue può causare questo tipo di anemia. Le infezioni e le ulcere peptiche possono portare anemia. Le persone che soffrono di candidosi e di herpes cronico sono a rischio di carenza, come pure chi consuma una dieta ricca di fosforo e chi ha avuto lunghe malattie. La carenza di vitamina B6 o B12 può mascherare una carenza di ferro. Consultate un medico per avere una terapia adeguata. La carenza di vitamina B6 e zinco può causare squilibri nei valori del sangue che possono essere confusi con una carenza di ferro. Il modo più sicuro per diagnosticare una carenza di ferro è di misurare il ferro nel siero (e non l’emoglobina). Le disfunzioni del sistema immunitario possono provocare una carenza.
Il desiderio intenso di alcuni alimenti può essere un sintomo di carenza. Anche il desiderio intenso di ghiaccio, amido, argilla e altri materiali non commestibili è stato attribuito a carenza. I bambini carenti di ferro hanno una tendenza all’iperattività, minore capacità di concentrazione e minore quoziente di intelligenza. Questi disturbi possono essere risolti con un’adeguata integrazione di ferro.

Effetti benefici nelle malattie

Quando viene diagnosticata un’anemia da carenza di ferro, con i sintomi caratteristici di pallore, predisposizione alla stanchezza e diminuita resistenza alle malattie, una dieta ricca di cibi ad alto contenuto di ferro ed una contemporanea assunzione di vitamina C accelereranno il ristabilimento dell’emoglobina a livelli normali.
Il ferro è il minerale più importante per la prevenzione dell’anemia durante le mestruazioni. Il ferro può rivelarsi benefico nel trattamento della leucemia e della colite. La sindrome di Plummer-Vinson viene curata col ferro. Questa malattia può portare al cancro allo stomaco o all’esofago. La candida e l’herpes simplex in persone carenti, migliorano con la somministrazione di sufficienti quantità di ferro. Le proteine che dipendono dal ferro producono radicali dell’ossigeno antibatterici, come quelli presenti nel colostro. La debolezza muscolare e la resistenza nell’esercizio fisico migliorano con il ferro. Il ferro migliora il tono muscolare e la funzionalità cardiaca

grafico2.jpg

 

 

Iosto'conChiara

 

Quando le voci in te parlano di fine;

quando la mente dice che hai perduto;

quando credi che sia impossibile;

eppure prosegui,ti sollevi sulla tua Spada;

e fai ancora un altro passo;

Lì è dove termina l'Uomo;

Lì è dove comincia Dio.

 

Mentre si aspettano future ricerche è importante per prima cosa non
nuocere.

Non è vero che i giorni di pioggia sono i più brutti, sono gli unici in cui puoi camminare a testa alta anche se stai piangendo.

 

"Nessun Medico può dire che una malattia é Incurabile.
Affermarlo é come offendere Dio, la Natura e disprezzare il Creato.
Non esiste malattia, per quanto terribile possa essere,
per la quale Dio non abbia una cura corrispondente
".
                                                                                              Paracelso

 

“Questa realtà è solo un sogno di cui siamo convinti!”

YungRalphPooter.jpg


Mio collegamento

Per quanto riguarda l'ipotesi che la CFS possa essere una forma di Depressione Mentale,tutti gli studi hanno contraddetto tale approccio.Per citare un solo ma importante rilievo clinico:i livelli di Cortisolo sono molto bassi nella CFS,al contrario di quelli alterati verso l'alto della Sindrome Depressiva.


Allora, se capiamo che siamo responsabili di ciò che viviamo, già questo cambia del tutto la visione delle cose.

 

Livello anormalmente alto o basso di cAMP causa difetti di apprendimento e di capacità di memoria,in generale.

Sul cAMP ci sarebbero molte cose da dire al fine di una buona memoria e cognitività,forse lo faro' un giorno sul mio topic,tempo permettendo,ora voglio solo ripetere una verità a cui sono arrivato da qualche anno,aumentare il cAmp nei giovani comporta un miglior apprendimento e memoria,accade l'inverso nelle persone adulte o anziane.Quindi il cervello dei giovani si comporta all'opposto dei cervelli dei vecchi ed anziani questo avviene anche negli animali da laboratorio,questo spiega anche tutta la diatriba sulla Cannabis terapeutica..........negativa nei giovani un toccasana negli anziani,perchè comporta una diminuzione,appunto,del cAmp e quindi potenzia la comunicazione tra neuroni e quindi la memoria,apprendimento e cognitività,mal ridotti nella CFS/ME,fibromialgia,MCS,MBS,ed altre......

 

https://www.youtube....h?v=ICjFAa2ZbIY

 

 

 

 

1zft02g.gif

 


#2 Eli

Eli

    Amico del forum

  • Utenti
  • StellettaStellettaStellettaStelletta
  • 135 messaggi
  • Location:prov. NO
  • Interests:erborista

Inviato 07 marzo 2007 - 16:40:58

;) GRAZIE




0 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 0 ospiti, 0 utenti anonimi

Tutti i testi degli articoli e la veste grafica sono proprietà esclusiva di CFSItalia e ne è vietata la riproduzione, totale o parziale,

senza esplicita autorizzazione da parte degli amministratori.

Gli amministratori e moderatori non sono responsabili dei messaggi scritti dagli utenti sul forum. Il Forum ha carattere divulgativo e le informazioni contenute non devono sostituirsi alle visite, alle diagnosi e alle terapie mediche.