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Sulla felicità


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#1 romy

romy

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Inviato 20 febbraio 2007 - 23:16:25

La classifica dei più contenti

C’è chi dice che esiste, chi non l’ha ancora trovata, chi l’ha provata solo una volta e poi non più. Se ci si interroga su una definizione di felicità, le risposte sono tante proprio perché la felicità sfugge alle catalogazioni. Essere felici o no è un tema sul quale sono stati versati fiumi di parole, a partire dai grandi filosofi greci e latini fino ad arrivare agli psicologi dei giorni nostri, e alla formulazione di teorie più rigorose e scientifiche. Un esempio è quella pubblicata sull’autorevole rivista britannica “New Scientist”, secondo la quale la felicità può essere ereditata assieme al patrimonio genetico.
Altre indagini scientifiche vogliono provare, invece, che esistono denominatori comuni. Ci ha provato l’istituto di ricerca Gallup International, che ha rivelato come i geni della contentezza siano presenti decisamente più negli uomini che nelle donne: il 49% dei maschi prende la vita così come viene, apprezzando i piccoli piaceri quotidiani. Il 69% delle donne, invece, sarebbe molto preoccupato del presente e stressato dalla necessità di conciliare lavoro e famiglia.
Ma non è tutto. Un altro esempio di graduatoria della felicità arriva dal Censis, secondo cui il maggior numero di infelici italiani abiterebbe al Nord ovest del Paese (26,9%), fra le persone con bassa scolarità (33,7%) e che vivono nei grandi centri urbani (28,2%).


Cosa si scatena nell’organismo

Raggiungere la piena serenità interiore. Oppure prendere la vita come viene. O ancora, vivere una vita agiata e senza preoccupazioni economiche. Queste le tante facce della realtà che contribuiscono a renderci felici, o al contrario, tristi. E di pari passo con il nostro umore che va su e giù, anche il nostro corpo cambia.
Quando siamo felici, anche il nostro organismo diventa euforico: il metabolismo e il battito cardiaco accelerano, il respiro è più corto e irregolare, il tono muscolare e il fisico diventano iperattivi. Non solo: anche i livelli ormonali cambiano: si innalzano l’adrenalina, la pressione arteriosa e il flusso ematico. E al tempo stesso aumenta anche la serotonina, quel mediatore chimico presente nel sangue, nelle mucose intestinali e nel sistema nervoso, in grado di agire sulla concentrazione dei vasi sanguigni, sul metabolismo cerebrale e sulla muscolatura liscia. E capace anche di modificare il livello di sopportazione del dolore.
Quando siamo tristi, al contrario, le nostre difese immunitarie si abbassano, e sul piano fisico diminuiscono anche le energie e la reattività muscolare. Il motivo? Semplice. La responsabilità è dell’ipofisi: questa piccola ghiandola posizionata alla base dell’encefalo e deputata al controllo di tutte le altre ghiandole endocrine del corpo, altera la produzione degli ormoni ipofisari e delle ghiandole surrenali, che hanno un ruolo determinante nella regolazione delle funzioni vitali. Ma non è tutto: quando siamo tristi, a mutare sensibilmente è anche il metabolismo cerebrale della serotonina, un fenomeno che comporta l’accentuazione di comportamenti aggressivi, disturbi di natura alimentare, paure e manie.

Se sei felice solo con te stesso


Se appartenente a questo gruppo di persone, molto verosimilmente non amate mescolarvi troppo alla gente. La mondanità vi mette a disagio e vi rende ansiosi. Per voi non c’è niente di meglio che coccolare voi stessi, chiudendovi tra le pareti domestiche, scegliendo un hobby che non vi costringe a frequentare per forza altre persone. Quando gli amici vi cercano, spesso cercate una scusa per rimanere a casa. Fate un piccolo esame di coscienza: chi non ama la compagnia, tende a guardare gli altri con un pizzico di invidia e a giudicarli con troppa facilità.
In questo caso, la felicità non è una felicità completa. Accettate questo consiglio: iscrivetevi a un corso di tennis, per esempio. Lo sport aiuta, infatti, a socializzare e a ritrovare l’equilibrio fisico.
E poi, cercate di socializzare. Non fatevi vincere dalla pigrizia e cercate di uscire più spesso con gli amici, vi renderete conto di quanto possa farvi bene la loro compagnia. A quali amici dare la preferenza? Naturalmente a quelli più sorridenti e di buon umore. Anche a grazie a loro sarà più facile, quando si presentano, cacciare i momenti di malinconia.

Se sei felice solo con gli amici

Se appartenete a quella categoria di persone che tendono ad essere “musone” tra le pareti domestiche, salvo poi trasformarsi in monumenti al buon umore quando si trovano a contatto con gli altri, sappiate che raggiungere la felicità a 360 gradi non è difficile così come può sembrare.
Sì, è vero: magari lo stare in casa vi porta a essere scontrosi e di cattivo umore, mentre una volta che vi trovate “in comitiva” non potrebbero fare a meno di voi. Il fatto è che siete sempre disponibili verso gli altri così che se un amico ha bisogno di voi, siete sempre pronti a correre e a farvi in quattro. Questo vostro atteggiamento, sicuramente encomiabile, si finisce però per scontarlo in famiglia, perché per aiutare gli amici si trascura proprio chi vi sta più vicino.
Il vostro obiettivo per raggiungere la felicità dev’essere anzitutto quello di stare bene dentro e fuori casa. Per questo, sarà fondamentale dare la priorità ai rapporti profondi, come quelli familiari, cercando di organizzare, per esempio, una cena per presentare gli amici alla famiglia. E ancora: non chiudetevi nella vostra stanza appena rientrate in casa, ma coinvolgete i vostri cari il più possibile. In questo modo la smetterete di considerare famiglia e comitiva due mondi separati.


Sei felice solo in famiglia

Se fate parte della tipologia di persone per le quali il proprio “regno” è la casa e le mura domestiche. Se siete di quelli per i quali ogni occasione è buona per festeggiare ricorrenze familiari: onomastici, compleanni e feste comandate per trovarsi tutti insieme e fare baldoria. Be’, se vi ritrovate in queste definizioni, per carità, non c’è nulla di male. Sappiate però che con tutta probabilità – anche se magari a voi non appare evidente - fuori casa le vostre relazioni sociali lasceranno un po’ a desiderare. Con il risultato che nel corso degli anni rischiate seriamente di perdere molte amicizie importanti.
La felicità, invece, non può prescindere da quello che accade al di fuori del vostro nucleo di affetti.
Che cosa fare, allora? Per prima cosa, evitate di ripetere pubblicamente, a ogni occasione, che per voi la famiglia è tutto: in questo modo, infatti, i vostri amici si sentiranno messi in disparte e più o meno gradatamente finiranno per allontanarsi da voi. Se non volete trascurare né la famiglia né gli amici, cercate di organizzare meglio il vostro tempo: in questo modo, ci sarà spazio per tutti.


Fonte Staibene

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Iosto'conChiara

 

Quando le voci in te parlano di fine;

quando la mente dice che hai perduto;

quando credi che sia impossibile;

eppure prosegui,ti sollevi sulla tua Spada;

e fai ancora un altro passo;

Lì è dove termina l'Uomo;

Lì è dove comincia Dio.

 

Mentre si aspettano future ricerche è importante per prima cosa non
nuocere.

Non è vero che i giorni di pioggia sono i più brutti, sono gli unici in cui puoi camminare a testa alta anche se stai piangendo.

 

"Nessun Medico può dire che una malattia é Incurabile.
Affermarlo é come offendere Dio, la Natura e disprezzare il Creato.
Non esiste malattia, per quanto terribile possa essere,
per la quale Dio non abbia una cura corrispondente
".
                                                                                              Paracelso

 

“Questa realtà è solo un sogno di cui siamo convinti!”

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Mio collegamento

Per quanto riguarda l'ipotesi che la CFS possa essere una forma di Depressione Mentale,tutti gli studi hanno contraddetto tale approccio.Per citare un solo ma importante rilievo clinico:i livelli di Cortisolo sono molto bassi nella CFS,al contrario di quelli alterati verso l'alto della Sindrome Depressiva.


Allora, se capiamo che siamo responsabili di ciò che viviamo, già questo cambia del tutto la visione delle cose.

 

Livello anormalmente alto o basso di cAMP causa difetti di apprendimento e di capacità di memoria,in generale.

Sul cAMP ci sarebbero molte cose da dire al fine di una buona memoria e cognitività,forse lo faro' un giorno sul mio topic,tempo permettendo,ora voglio solo ripetere una verità a cui sono arrivato da qualche anno,aumentare il cAmp nei giovani comporta un miglior apprendimento e memoria,accade l'inverso nelle persone adulte o anziane.Quindi il cervello dei giovani si comporta all'opposto dei cervelli dei vecchi ed anziani questo avviene anche negli animali da laboratorio,questo spiega anche tutta la diatriba sulla Cannabis terapeutica..........negativa nei giovani un toccasana negli anziani,perchè comporta una diminuzione,appunto,del cAmp e quindi potenzia la comunicazione tra neuroni e quindi la memoria,apprendimento e cognitività,mal ridotti nella CFS/ME,fibromialgia,MCS,MBS,ed altre......

 

https://www.youtube....h?v=ICjFAa2ZbIY

 

 

 

 

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