CFSItalia Forum: La Denuncia Per Malasanità - CFSItalia Forum

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La Denuncia Per Malasanità inizia a far paura sul serio

#1 Utente offline   romy 

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  Inviato 13 gennaio 2012 - 13:44

Lo pensavo già da tempo che prima o poi sarebbe accaduto.Una buona parte degli Italiani,ma sempre una piccola minoranza,sono diventati più guardinghi nonchè competenti in fatti di medicina ecc.ecc.,colpa anche delle informazioni apprese su internet e dei passa-parola tramite forum di discussioni.Siamo arrivati al punto che un Chirurgo,supportato dall'associazione Amami,ha iniziato ad avere una forma di reazione,quella di rifiutarsi di operare un paziente, già recidivo di aver denunciato un medico in passato,quindi in odore di ulteriore possibilità di denuncia per "Malpractice"quella che volgarmente viene chiamata "Malasanità".Io non sono d'accordo con tale reazione,anzi dimostra poca sicurezza da parte del medico,in un settore,quello della Chirurgia,dove ce ne vorrebbe molta di sicurezza.Non oso immaginare,cosa potesse accadere, qualora la cosa potesse estendersi ad altri casi.......in futuro.......Vi metto l'articolo,dopo averlo letto,un vostro commento sarebbe utile ed apprezzato.Grazie Romy

Chirurgo rifiuta di operare una paziente
perché aveva denunciato un altro medico

E' il primario della clinica Villa Tiberia. Che racconta: "Non ero nella condizione di serenità per effettuare l'intervento. La chirurgia dev'essere affontata con la mente libera e non con la paura di essere denunciati"
Complici la pubblicità negativa dei casi di errori sanitari e l'aumento delle pratiche di medicina difensiva, ora ci sono medici che evitano di operare pazienti che hanno denunciato altri colleghi. E' successo a Stefano Bottari, primario della clinica Villa Tiberia di Roma, che ha preferito non operare una paziente, non urgente, e le ha restituito i soldi della visita, effettuata in regime di intramoenia, dopo che questa le aveva detto di aver denunciato un altro medico. A rivelare l'episodio è l'associazione per i medici accusati di malpractice ingiustamente.

"La persona che è venuta a farsi visitare - racconta Bottari - ha esordito dicendo di essere un caso di malasanità e mi ha chiesto di effettuare un intervento di proctologia, per riparare i danni causati, a suo giudizio, da un'operazione di altra natura in un altro ambito 'riuscita male'. Ma io non sapevo se la patologia era effettivamente conseguenza del primo intervento".

A quel punto, visto anche l'atteggiamento "rivendicativo", il medico ha preferito non operare. "E' la prima volta che mi capita e mi è dispiaciuto molto - continua - ma non mi sono trovato nella condizione di serenità giusta per compiere un intervento chirurgico. Mi sentivo in tensione e in pericolo per l'eventualità di essere esposto anche io e la struttura nella quale opero a ritorsioni legali. La chirurgia deve essere affrontata con la mente libera e con il giusto stato d'animo, e non con la paura di essere denunciati. Altrimenti aumentano anche
i rischi per il paziente".

Il clima attuale ha reso, secondo il medico, più difficile il suo lavoro come quello degli altri colleghi. "Anche usare il termine malasanità, come malavita, non lo trovo giusto - aggiunge - E' sbagliato fare di tutta l'erba un fascio". Duro il commento di Maurizio Maggiorotti, presidente di Amami: "Se la legge non ci metterà al riparo dai danni conseguenti alle denunce infondate di malpractice, i medici, impauriti, si asterranno dall'operare cittadini non urgenti".

(12 gennaio 2012)

http://roma.repubbli...edico-28009664/

Messaggio modificato da romy il 13 gennaio 2012 - 13:46

“Questa realtà è solo un sogno di cui siamo convinti!”

Immagine inserita
tanto i BCAA, tanto il triptofano raggiungono il cervello mediante i medesimi canali d’accesso. Il triptofano, una volta nel cervello, è trasformato in serotonina, neurotrasmettitore che fornisce l’input dello stato di affaticamento. Maggiore è il triptofano nel cervello, maggiore sarà la produzione di serotonina e conseguentemente il senso di affaticamento.
I BCAA, competendo con il triptofano, ne ostacolano l’ingresso, rallentando l’insorgere del senso di affaticamento.


Mio collegamento

Comprendere la natura del senso dello sforzo fisico e mentale che queste pazienti provano è al centro dei nostri sforzi.Per me questo è il vero rebus di questa patologia?


Finora si è pensato che la memoria dipendesse da una molecola nelle cellule nervose chiamata ricettore NMDA nella regione dell’ippocampo, il che è fondamentalmente corretto ma non sempre vero.Vi è un angolo rimasto completamente inosservato: il ruolo dei ricettori AMPA permeabili al calcio,capaci di gestire la memoria.E'stato dimostrato che la disattivazione del ricettore NMDA non sempre blocca la capacità di apprendere, come si credeva,entrano infatti in gioco processi alternativi con ricettori AMPA, che permettono di apprendere cose nuove.Si tratta di un secondo apprendimento.Grande è la natura,piccolo è l'uomo che pensa di poterla capire.

Per quanto riguarda l'ipotesi che la CFS possa essere una forma di Depressione Mentale,tutti gli studi hanno contraddetto tale approccio.Per citare un solo ma importante rilievo clinico:i livelli di Cortisolo sono molto bassi nella CFS,al contrario di quelli alterati verso l'alto della Sindrome Depressiva.
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#2 Utente offline   epione 

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Inviato 13 gennaio 2012 - 23:29

purtroppo hanno il coltello dalla parte del manico.
i medici possono ricusare i pazienti per molte altre ragioni,
come gli avvocati adducono motivazioni nobili (tipo quella di non essere
adeguati al caso) ma in realtà spesso c'è solo interesse...di vario tipo;
è pur vero che all'opposto ci sono quelli che pur di fare esperienza\soldi operano
senza che ci sia vera indicazione chirirgica mettendo 2 volte a rischio il paziente.
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#3 Utente offline   Speranza28 

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Inviato 14 gennaio 2012 - 11:05

Certo anche essere operati da un chirurgo "non sereno" è una brutta cosa.Quando c'è malasanità va denunciata senza indugio e le pene dovrebbero essere più severe dopo una sentenza che le riconosca.In questo caso invece la risposta del chirurgo mi sembra onesta.
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