Vai al contenuto

Foto

protocollo marshall intervista


  • Per cortesia connettiti per rispondere
4 risposte a questa discussione

#1 danis

danis

    Grande amico del forum

  • Utenti
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 1.026 messaggi

Inviato 20 novembre 2007 - 02:51:23

[B]Estratto dell’intervista al Dr. Trevor Marshall, sul Marshall Protocol for Treating Chronic Fatigue Sindrome pubblicata su Immune Support.[/B]


[b]Dr. Trevor Marshall[/b] […..] Subito dopo ciò, sono arrivato a realizzare che la luce solare era un fattore nella malattia immunitaria, ma ci sono voluti molti anni perché tutti gli elementi della reazione immunitaria dei Th1 si aggregassero nella mia mente. Alla fine del 1999 notai che una nuova classe di farmaci “Bloccanti dei recettori delle Angiotensine” (ARBs) colpivano la psiche dei pazienti con Sarcoidosi. Dato che sapevo che gli ARBs non potevano avere tale effetto cominciai un tempo pieno sabbatico agli inizi del 2001 per cercare e capire cosa stesse succedendo, Il risultato di tale ricerca fu una patogenesi della Sarcoidosi, pubblicata nel 2002. da allora abbiamo condotto uno studio basato su internet delle terapie con ARBs e antibiotici nella Sarcoidosi, e stiamo ora analizzando quanto il nostro successo possa essere generalizzato per tutte le patologie immunitarie Th1. La Autoimmunity Research Foundation sta agendo come punto di riferimento per i nostri sforzi attuali (AutoimmunityResearch.org)

Immunesupport.com: ho appreso recentemente che un certo numero di pazienti con Sindrome della Fatica cronica (CFS) stanno riscontrando successo seguendo il suo protocollo di trattamento per la Sarcoidosi. Può spiegare che cosa possono avere in comune i pazienti CFS con quelli con Sarcoidosi, che possa spiegare ciò?

Dr. Trevor Marshall: La Sarcoidosi è una malattia da infiammazione delle Th1 che può danneggiare i polmoni, il cuore, gli occhi, il cervello, il fegato, i reni e l’anima (???). ai pazienti viene ancora detto che non si conosce la causa e non si conosce la cura.

Minuscoli batteri “pleomorfici” sono stati fotografati all’interno delle cellule del sistema immunitario dei pazienti con sarcoidosi. Emil e Barbara Wirostko hanno fornito sensazionali fotografie al microscopio elettronico di fagociti immunitari ognuno contenente centinaia di minuscole forme batteriche, di circa 0.01-0,025 micron di diametro, che vivono in colonie all’interno delle cellule (i fagociti) che dovrebbero uccidere questi batteri parassiti. Una delle fotografie dei Wirostko può essere trovata qui: http://www.autoimmun...rostko-fig3.jpg

E’ importante capire che questi batteri sono coccoidi (circolari e molto, molto piccoli) da 10 a 100 volte più piccoli delle misure che questi stessi batteri pleomorfici avranno quando entreranno nel flusso sanguigno.
Abbiamo scoperto che possiamo misurare un ormone (nel sangue) che deriva dalla infiammazione Th1 prodotta da questi minuscoli batteri, e che è elevato nei pazienti con sarcoidosi. E’ spesso elevato anche nei pazienti CFS, ciò che indica che l’infiammazione della CfS è spesso molto simile a quella della sarcoidosi.


Immunesupport.com: Alcuni ricercatori (compreso Garth Nicolson, Ph.D.) e medici credno che quelle multiple co-infezioni che includono infezioni batteriche e da mycoplasma, giochino un ruolo chiave nell’insorgenza e nella patologia della CFS e FM. Sino a che punto le infezioni da batteri e micoplasma sono coinvolte nella sarcoidosi e crede che i suoi metodi per curare queste infezioni nella sarcoidosi si applichino anche ai pazienti CFS e FM’


Dr. Trevor Marshall: Le co-infezioni multiple di batteri resistenti agli antibiotici possono agire all’unisono perché molte di queste specie hanno sviluppato una tecnica simile per evitare il sistema immunitario.
Questi batteri vivono nel citoplasma delle cellule fagociti e stimolano direttamente una proteina chiamata Fattore nucleare –kappaB per causare il continuo rilascio di composti chimici infiammatori, una sequenza di citochine Th1. Questa è la fonte della infiammazione che porta i sintomi della CFS.
Dove il nostro lavoro diverge da quello del Dr. Nicolson è nel modo nel qule noi controlliamo gli ormoni Angiotensine II e la 1,25-diidrossi vitamina D in modo da indebolire il meccanismo di difesa di questi minuscoli batteri, e permettere al sistema immunitario stesso di iniziare a riconoscerli ed ucciderli. Quindi noi usiamo comuni antibiotici (orali), ad un dosaggio molto basso, per aiutare il sistema immunitario a sconfiggere i parassiti. E’ il sistema immunitario che uccide questi minuscoli microbi resistenti, aiutato da antibiotici a basso dosaggio.

Immunesupport.com: Qual è il suo protocollo di trattamento per le infezioni batteriche e da micoplasma?

Dr. Trevor Marshall: Il nostro protocollo di trattamento è diviso in due fasi. La prima fase dura per circa tre mesi ed è indirizzata a abbassare la carica batterica sino ad un punto nel quale le endotossine non siano più una minaccia per la vita. Quindi, nella fase 2, usiamo antibiotici aggiuntivi ( a basso dosaggio) rendendo impossibile per i batteri resistenti di evitare il sistema immunitario.

Vedere la Linea Guida per la fase 1 http://www.marshallp...orum2/2275.html see NEW Addendum

Noi tendiamo a bloccare la trascrizione genetica della proteina, il processo attraverso il quale i minuscoli batteri usano le subunità 30S e 50S dell RNA batterico per produrre le proteine delle quali hanno bisogno per nascondersi dal sistema immunitario. Nella fase 2 blocchiamo i processi multipli per la sintesi dell’RNA 50S, ciò che permette al sistema immunitario di riconoscere (e uccidere) persino i ceppi che hanno sviluppato una resistenza agli antibiotici standard.


Immunesupport.com: Come agite per migliorare la funzionalità immunitaria nei vostri pazienti, qual è il vostro protocollo per tale obbiettivo, che possa passare dai pazienti con sarcoidosi ai pazienti CFS?

Dr. Trevor Marshall: I due ormoni fondamentali per questo processo infiammatorio sono Angiotensina II e il secosteroide 1,25-diidrossi vitamina D.

Bloccare l’Angiotensina II indebolisce questi batteri al punto che possono essere facilmente uccisi, e ridurre la 1,25-D rende più arduo per il battere dividersi e uscire dalle cellule che hanno infettato.
Usiamo il Bloccante del recettore dell’Angiotensina “Olmesartan Medoxomil” (benicar/Olmetec/Votum), dosato approssimativamente ogni sei ore per bloccare i recettori dell’Angiotensina II nei tessuti infiammati.
Il sescosteroide 1,25-D è l’ormone attivo che viene prodotto dal sole sulla pelle, e dalla Vitamina D che ingeriamo. Entrambe queste fonti di 1,25-D devono essere diminuite se bisogna uccidere questi batteri.

Immunesupport.com: Sta attualmente trattando pazienti con CFs e/o con FM, o lo ha fatto in passato? Se è così, qual è la sua strategia per curare questi pazienti?

Dr. Trevor Marshall: Io sono un ricercatore con un dottorato non un medico, e non posso trattare direttamente i pazienti. Aiuto i loro medici a capire il processo patologico, così che questi medici possono lavorare con i loro pazienti per curare la malattia, stiamo anche lavorando con diversi LLMD (medici che curano la malattia di Lyme).
Io e i miei colleghi abbiamo pubblicato una serie di documenti che descrivono tutti gli elementi delle nostre scoperte e, durante il 2002, abbiamo messo su un esperimento clinico sul sito Internet SarcInfo.com in modo da poter tracciare i progressi dei primi pazienti che usano il nostro protocollo.
Recentemente il Dr. Scott Taylor e Penny Houle hanno cominciato un forum in Yahoo groups chiamato “MarshallProtocol” e pazienti con CFS hanno usato le informazioni di questo sito per lavorare con i loro medici ad implementare il protocollo. Sono ancora i primi tempi, ma sembra che il protocollo stai funzionando bene per questi pazienti CFS così come per i pazienti con Sarcoidosi, la maggior parte dei quali hanno proseguito nella cura negli ultimi due anni.

Immunesupport.com: In uno dei suoi recenti articoli di ricerca, ha discusso Lezioni dalla malattia di Lyme. Molti pazienti Lyme cronici hanno sintomi molto simili alla CFS e FM ed infatti non è strano che a qualcuno con la malattia di Lyme venga diagnosticata CFS o FM. Può discutere questo tema, e parlare un poco sul modo nel quale lei fa le diagnosi e cura i pazienti con malattia di Lyme o con altre malattie da spirochete?

Dr. Trevor Marshall, Ph.D.: Se l’infiammazione ( che dà origine ai sintomi CFS) è causata da Borrelia, Bartonella, Clamidia o qualsiasi altro battere con la capacità di trasformarsi in queste minuscole forme (chiamate anche “forme L” “carenti di parete cellulare” Cistiche” “Mycoplasma”) l’infiammazione deve essere trattata nello stesso modo. I microbi sembrano essere resistenti agli antibiotici standard, persino ali antibiotici di IV° generazione, e devono essere uccisi dal nostro stesso sistema immunitario. Noi abbiamo definito che cosa è necessario [fare] per raggiungere questo scopo.

La diagnosi può spesso essere fatta dagli esami del sangue. Se il livello di 1,25-diidrossi vitamina D nel sangue è elevato ( sopra i 38-45pg/ml9 o se la 25-idrossivitamina-D è bassa (sotto i 20 ng/ml) allora è quasi certo che c’è un processo Th1 in atto (notare: tutto il sangue dev’essere congelato durante il passaggio ai laboratori perché questi tests siano accurati)

Qualche volta è più veloce e meno costoso applicare il blocco dell’angiotensina come “prova terapeutica”. Se si verificano profondi effetti psichici e sistemici usando benicar, un faramc che generalmente viene usato solo per gli sbalzi di pressione, allora c’è una buona indicazione della presenza dell’infiammazione Th1, e una indicazione è sufficiente per iniziare con il nostro protocollo.

ImmuneSupport.com: Per quei pazienti che stanno ancora combattendo con diagnosi dubbie, lei raccomanda qualche test specifico per determinare quali infezioni potrebbero avere?

Dr. Trevor Marshall, Ph.D.: Sfortunatamente i test di laboratorio oggigiorno sono di poca utilità sinchè il sistema immunitario non comincia a riconoscere questi invasori intracellulari. Centinaia di questi minuscoli batteri possono vivere in una sola cellula. Sono troppo piccoli per essere visti con i convezionali microscopi ottici. Le cellule ospiti vivono per un tempo relativamente lungo. C’è poca apoptosi (suicidio cellulare) così molto pochi batteri vengono rilasciati nel flusso sanguigno e sono difficili da individuare con la strumentazione di laboratorio.

Poiché vivono in stabile simbiosi con il nostro sistema immunitario, non vengono creati anticorpi. I batteri vivono dentro le cellule in colonie stabili che non possono essere attaccate dalle normali difese del corpo. I test di laboratorio non troveranno anticorpi di questi batteri.

Il test della proteina C reattiva è in grado di percepire l’apoptoi occasionale delle cellule ma la bassa concentrazione di DNA risultante sarebbe considerata insignificante dalla maggior parte dei laboratori.
La simbiosi biochimica è così delicata che è quasi impossibile fare colture di questi batteri fuori dal corpo. Proprio come il battere che causa la lebbra (mycobacterium lepre) e il battere che causa la Sifilide (treponema pallidum) sono quasi impossibili da mettere in coltura, mi aspetto che sia improbabile che riusciremo a mettere in coltura questi Th1 pleomorfici, sinchè non capiremo completamente la biochimica necessaria per sostenerli. Nessun laboratori è stato in grado di mettere in coltura questi batteri sino a questo momento (con la possibile eccezione della Lida Mattman’s resarche alla Wayne State University).

Perciò credo che la nostra prossima sfida sia di iniziare a lavorare con i laboratori per aiutare ad inventare test che possano fornire una diagnosi affidabile.

ImmuneSupport.com: Ha qualche consiglio d’arrivederci per i pazienti CFS e FM che cercano trattamenti appropriati ed efficaci?

Dr. Trevor Marshall, Ph.D.: Direi soltanto “ non accettate un “no” come risposta” negli ultimi cento anno i pazienti con Sarcoidosi si son sentiti dire che non c’è una causa conosciuta e nessuna cura conosciuta per la loro malattia (quasi la stessa prognosi data ai pazienti CFS e FM). La diagnosi di sarcoidosi cronica è considerata dagli pneumologi come irreversibile, sanno che i loro pazienti stanno morendo ed è solo questione di tempo.
Tuttavia le persone con sarcoidosi che ci hanno aiutato a sviluppare il nostro protocollo stanno tornando sane. Non solo il 105, o il 25%, ma quasi il 100% stanno recuperando le loro vite e le loro famiglie. Hanno variamente raccontato di recupero della funzione cognitiva, della resistenza e di un portamento stabile, e di soluzione al dolore cronico, alle parestesie e ai disturbi visivi. Alcuni sono stati in grado di abbandonare la sedia a rotelle, i supporti e l’ossigeno supplementare.

“non è la terapia antibatterica” che sta aiutando questi pazienti, dicono “gli esperti” , “ è soltanto remissione spontanea”

Bene personalmente non mi interessa come la chiamano, la maggior parte di noi prenderà questo antibiotico che dà “remissione spontanea” ogni giorno, sin tanto che non ci restituirà la nostra salute, e nostre vite e le nostre famiglie. Non accettate un “no” come risposta.



Qui il testo originale:
http://www.immunesup...cle.cfm/id/5784

Messaggio modificato da danis, 20 novembre 2007 - 02:55:57

"La mente è come un paracadute, funziona solo se si apre" A. Einstein

Immagine inserita


"tu cerchi la risposta, ma non devi cercare fuori la risposta, la risposta è dentro di te, e però è sbagliata!" Quelo

#2 Johnny

Johnny

    Grande amico del forum

  • Utenti
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 628 messaggi

Inviato 20 novembre 2007 - 09:25:13

Davvero davvero interessante....!!!!!
Grazie Danis.

:huh:


#3 vivolenta

vivolenta

    Grande amico del forum

  • Utenti
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 2.650 messaggi

Inviato 20 novembre 2007 - 12:25:12

pertanto un ipotetico gruppo medico che si occupi delle ME/CFS dovrebbe trovare interessante tutto cio...
Meglio cinghiale che pecora

#4 Dolly

Dolly

    Grande amico del forum

  • Utenti
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 229 messaggi

Inviato 20 novembre 2007 - 14:17:49

Mille grazie Danis, mi stavo proprio interessando all'argomento, ho letto tanto ma non quest'intervista e poi scritta in italiano è un'altra cosa.........
Un gruppo di noi (chi vuole) potrebbe anche provare a fare gli esami suggeriti (cioè misurare il livello di 1,25-diidrossi vitamina D nel sangue e la 25-idrossivitamina-D) anche solo per verificare se in noi malati cfs è condizione comune. Ma sarà possibile farlo nei laboratori italiani? Si potranno fare con le modalità corrette? Saranno costosi? Bisogna informarsi.

#5 Johnny

Johnny

    Grande amico del forum

  • Utenti
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 628 messaggi

Inviato 20 novembre 2007 - 14:39:36

Un gruppo di noi (chi vuole) potrebbe anche provare a fare gli esami suggeriti  (cioè misurare il livello di 1,25-diidrossi vitamina D nel sangue e la 25-idrossivitamina-D) anche solo per verificare se in noi malati cfs è condizione comune. Ma sarà possibile farlo nei laboratori italiani? Si potranno fare con le modalità corrette? Saranno costosi? Bisogna informarsi.

 


Costosi direi di no.
In Italia? Mah...
Di sicuro qui a Bologna e prov. sarà difficile
ottenere risultatri attendibili (congelare i campioni, poi, ahahahah, a
meno che non lo faccia tu stesso e porti di persona il campione
al biologo).
Bisognerebbe sentire il Lab. Fleming di Brescia o l'Osp. S.Chiara di Pisa.

Messaggio modificato da Johnny, 27 novembre 2007 - 21:03:31





0 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 0 ospiti, 0 utenti anonimi

Tutti i testi degli articoli e la veste grafica sono proprietà esclusiva di CFSItalia e ne è vietata la riproduzione, totale o parziale,

senza esplicita autorizzazione da parte degli amministratori.

Gli amministratori e moderatori non sono responsabili dei messaggi scritti dagli utenti sul forum. Il Forum ha carattere divulgativo e le informazioni contenute non devono sostituirsi alle visite, alle diagnosi e alle terapie mediche.